Spal, balzo in avanti. Grazie alla Lupa sette gemme in più
Un anno fa dopo 9 turni i punti erano 5: adesso sono 12. E se si piega il Frosinone la fine andata può essere super
FERRARA. Roma: nell’estate 2017 fu l’aquila Olimpia a regalare il primo punto alla Spal, affacciatasi sull’olimpico palcoscenico della Serie A quarantanove anni dopo gli ultimi bagliori. Era l’inizio di un’avventura generazionale nuova per pubblico, dirigenti e calciatori. Fu quell’esordio, quello 0-0 santificato da alcune ottime parate di Gomis, a togliere le prime paure. Roma: nell’autunno 2018 è stata la Lupa giallorossa a certificare il cambio di passo della formazione di Semplici. Il successo colto sabato pomeriggio nel covo romanista ha lasciato importanti messaggi sparsi qua e là. Concreti (vedi i tre punti) emotivi e storici (era dal ’64 che i biancazzurri non si imponevano 2-0 in trasferta contro una big). E anche l’altro giorno un portiere, in questo caso Milinkovic Savica, ha saputo ergersi tra i protagonista. Prima parando e dando sicurezza, poi buscando due gialli in meno di un minuto.
Sensazioni
La sensazione diffusa, da qualche mese, è che la Spal uscita dal secondo mercato di Serie A sia più competitiva e robusta rispetto alla gemella che nello scorso torneo s’è salvata all’ultima giornata. E fino ad un mese fa anche il campo confermava. Sul Mazza s’è persin vista una stella cometa, dopo la vittoria per 2-0 sull’Atalanta. Poi, gli scivoloni. Pancia piena (Fiorentina), distrazioni (Sampdoria), episodi (Sassuolo) e sfortuna (Inter): quattro cadute di fila e l’anima in subbuglio. Sa tanto che anche quest’anno ci sarà da soffrire. Oh, nulla di grave perché una provinciale a questo è sovente destinata. Solo che, come dire: la partenza (Bologna, Parma e Dea bergamasca) pareva avvalorare il pensiero di cui sopra: si può volare un po’ più alto. Poi, ecco Roma. La capacità di soffrire nei primi venti minuti, la presa del campo. I gol. La gestione. Con una squadra diversa rispetto alle prime uscite. Per un mese stessi undici titolarissimi, adesso scelte ragionate su una rosa che dà respiro. E quella suggestione di pancia, che ora probabilmente ha avuto il timbro della concretezza: questa Spal ha una dote migliore rispetto all’ultima, mantenendone però spirito di gruppo e senso di appartenenza.
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Il cammino
Non significa che i tempi cupi sono definitivamente svaporati. Semplicemente che si potrà reagire meglio ed in fretta. I numeri confortano: nello scorso campionato, dopo nove giornate, in classifica i biancazzurri avevano messo nel salvadanaio cinque punti. Una sola vittoria, due pareggi (uno col Crotone) e sei sconfitte. Un paio di queste veri e propri schiaffi: Cagliari e Sassuolo. La Spal chiuse l’andata cadendo ingiustamente a Genova (sponda Sampdoria) e mettendo il sigillo alla fase ascendente con quindici punti: gli stessi del Crotone, due in più del Verona. Il Benevento era a quattro, già andato. Adesso, nel medesimo step, i biancazzurri hanno dodici punti: sette in più rispetto al fixing di dodici mesi fa. E da Pairetto a Pairetto (c’era a Genova, c’era a Roma) la trincea è stata scavalcata con ben altro esito. Ci sono infinite buone ragioni per ritenere di poter superare abbondantemente - a fine andata - la quota quindici che divenne la base di partenza per catapultarsi nel girone di ritorno a caccia della salvezza.
Prospettive
Il calendario interno, in questo senso, autorizza pensieri salubri. Già domenica (28 ottobre) arriva il Frosinone, lacerato da trancianti insoddisfazioni presidenziali ed in ritiro da tre settimane. Squadra a rischio di autocombustione, contro la quale la Spal dovrà mostrare determinazione e palleggio. Sprecare i gioielli riportati dalla Capitale con una prestazione scialba sarebbe peccato mortale. E se i ragazzi di “Mister Easy” mettono sotto i ciociari, ci sarà ampio spazio per una fine andata extra lusso. Può davvero esserci la svolta. Se è vero che fuori il calendario propone impegni terribili (Lazio, Juventus e Napoli), al Mazza sono attese compagini alla portata: Cagliari, Empoli, Chievo e Udinese. È nel suo fortino che la Spal può regalarsi la possibilità di irrobustire la classifica, mettere scudi protettivi in vista del ritorno (che ovviamente porterà tutte le grandi a Ferrara) e concedersi il lusso nelle prossime settimane di andare ad annusare quanto sono realmente competitive le più considerate del regno. Loro con ambasce di alta classifica, la Spal senza assilli pungenti e col gusto di divertirsi. Se uno scherzetto è riuscito contro la Lupa (e uno sarebbe stato sacrosanto con l’Inter), significa che nulla è precluso. Il Lazio, inteso come regione, può segnare la svolta definitiva. Roma ko e se cadesse pure il Frosinone... —
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