Caos totale sui ripescaggi Il Tar accoglie i ricorsi e rimette in discussione la B
STEFANO TAMBURINIRoba da professionisti in mano a dilettanti allo sbaraglio. L’italico pallone, che pure di figuracce in serie ne ha viste tante, probabilmente non ha ancora toccato il fondo, ma di...
STEFANO TAMBURINI
Roba da professionisti in mano a dilettanti allo sbaraglio. L’italico pallone, che pure di figuracce in serie ne ha viste tante, probabilmente non ha ancora toccato il fondo, ma di sicuro ci è molto vicino. Quando incapaci, arraffoni e arruffoni si mettono insieme il risultato non può esser che questo: due campionati, quelli di Serie B e di Serie C, che tornano in discussione dopo otto turni già disputati, con squadre che attendono il loro destino avendo giocato una sola partita oppure sei o sette in un torneo diverso. Ma anche zero sfide, come nel caso della Viterbese, inserita in un girone della C con avversarie troppo distanti e con trasferte dai costi proibitivi. Il suo presidente ha detto «in questo girone non ci presentiamo» e gli hanno permesso di attendere gli eventi.
In pratica hanno stravolto regole che si sono dati da soli, un imbroglio da gioco delle tre carte. Il tutto sulla spinta dei presidenti della B che hanno convinto il loro capo a non ammettere tre squadre al posto di quelle sparite per debiti. Il tutto per dividersi meglio la torta dei contributi: tutto questo casino per appena 650mila euro a società. Le escluse non ci sono state e, ovviamente, hanno presentato ricorsi su ricorsi, la caricaturale giustizia sportiva li ha respinti ma ha prestato il fianco per un passaggio in un tribunale più serio, quello amministrativo. Ed è crollato tutto, con cinque squadre (Pro Vercelli, Ternana, Novara, Siena e Catania) che si contendono due dei tre posti che potrebbero rendersi disponibili in B. Sì, perché uno dovrebbe andare di sicuro all’Entella che è alla finestra con un altro ricorso, quello contro la sentenza che ha penalizzato il Cesena per una brutta storia di plusvalenze gonfiate. La sentenza avrebbe effetto su questa stagione e non su quella dell’abuso contestato. Con un particolare non da poco: quel Cesena è fallito, di fatto non sconta niente. L’Entella, migliore fra le retrocesse, reclama il suo posto e quasi certamente lo avrà.
La prima cambiale sul tavolo del neo presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, dunque, è già arrivata e non sarà semplice muoversi, perché giocoforza ci sarà da prendere a schiaffi più di uno fra i grandi elettori della sceneggiata bulgara di lunedì a Fiumicino. Il rischio di allargare la B a 24 o 25 è pesante. In un Paese normale chi ha provocato tutto questo sarebbe da bandire da ogni stanza dirigenziale, fosse anche quella della tombolata di Capodanno. Da noi no. —
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