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Il calcio esibito dagli andalusi contro il Milan ha mostrato come il modello biancazzurro trovi espressione ai massimi livelli 

Adesso chiamatela Real BetiSpal Il 5-3-2 sa essere propositivo

P.N.

l’analisiDavanti alla tv ad applaudire. E, sì, un pochino anche a fare il tifo. Per gli spagnoli. analogiePerchè il Real Betis Balompiè - comunemente Betis Siviglia - è stato fondato nel 1907 come la...

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l’analisi

Davanti alla tv ad applaudire. E, sì, un pochino anche a fare il tifo. Per gli spagnoli.

analogie

Perchè il Real Betis Balompiè - comunemente Betis Siviglia - è stato fondato nel 1907 come la Spal, perchè le sue prime maglie erano biancazzurre come quelle della Spal, perchè ha anima popolare come la Spal, perchè gioca con il 5-3-2 come la Spal. Sì, la difesa è “a cinque”, che poi i due laterali spingano come treni - soprattutto il dominicano Junior Firpo, sorta di Lazzari mancino - è altro discorso. L’altra sera in Europa League a San Siro contro il Milan, il Betis ha dato spettacolo. Organizzazione, identità, qualità, ricerca del gioco. A testimonianza che la filosofia va oltre i moduli. E che, in ogni caso, il 5-3-2 non è sinonimo di calcio difensivo. Tempo fa, in epoca non sospetta, un vecchio amico, ex spallino da giocatore, poi allenatore in categorie come C1 e C2, ci spiegava perchè privilegiava il 5-3-2, ritenendo che tale sistema consentisse di coprire al meglio tutte le zone e di essere in superiorità numerica in ogni fase di gioco ed in ogni settore del campo. La Spal sempliciana con questo modulo ha vinto campionati, è salita in A, vi è rimasta, nel torneo in corso sta facendo bene. Quando non si assopisce, come a Firenze (ma ciò nulla ha a che vedere con la tattica), la Spal sa far stropicciare gli occhi, sa incantare come contro l’Atalanta, contro l’Inter o a Roma. Dove è andata molto più vicina al 3-0 (tre occasioni di Petagna, ed almeno un paio di contropiede vanificati da un ultimo passaggio sbagliato) che a subire il 2-1.

filosofia

Ricerca degli spazi e ripartenze, ok, ma anche gioco manovrato, rasoterra. Come il Betis a San Siro, con gli andalusi capaci di andar via in fascia, una volta riconquistata palla, e colpire così, come di fraseggiare centralmente. Un calcio non speculativo, non di solo contenimento. E se fosse, e quando è, non dimentichiamo che la Spal è una piccola, una provinciale, una formazione che deve salvarsi. Nulla di disonorevole, quindi, se a volte si preoccupa di contenere, assodato che la filosofia è un’altra come dimostrato dall’ostinata ricerca dell’uscita in palleggio fin dalla propria area (a volte anche rischiando un filo troppo, come con l’Inter).

Nel 5-3-2 di Quique Setien abbiamo visto molto, o qualcosa più di... qualcosa, di quello di Semplici. La sublimazione europea del modello spallino. Valoti può essere il nostro Lo Celso. Quindi, assodato-ribadito che più dei moduli conta l’interpretazione e contano i protagonisti, affermato con forza che - ad esempio - gli unici veri 4-3-3 erano quelli di Galeone e Zeman (non quelli attuali spacciati come tali, che in realtà sono 4-5-1), sostenuto con disgusto che di trequartisti veri non se ne vedono (Nainggolan e Pellegrini “10”, orrore...), ben venga il modello spallino, autentico e coerente. E grazie al Betis di averlo indirettamente nobilitato. Chiamiamolo Real BetiSpal. —

P.N.

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