Pantani, una passione inimitabile «Sogno di allenarmi con la Spal»
l’intervistaGrande mattatore di “Quelli che il calcio”, Ubaldo Pantani, che nella sua carriera di imitatore ha sempre portato in scena volti noti del panorama calcistico, non ha mai nascosto la sua...
l’intervista
Grande mattatore di “Quelli che il calcio”, Ubaldo Pantani, che nella sua carriera di imitatore ha sempre portato in scena volti noti del panorama calcistico, non ha mai nascosto la sua fede biancazzurra.
le origini
«Tifo per la squadra con la maglia più bella del mondo, che ho scoperto grazie alle figurine Panini (album 1979-80) e alla concomitante notizia del trasferimento alla Spal di “Peppo” Tagliaferri che mio babbo aveva visto crescere a Querceto, dove sono nato. La mia prima volta allo stadio fu all’Arena Garibaldi di Pisa per vedere Pisa-Spal nel 1979. Finì 0-0. Per un gol annullato alla Spal, inveii verso l’arbitro come un ossesso tra l’ilarità dei tifosi pisani. Ero un bambino, avevo 8 anni. Il Pisa poi è diventata l’altra mia grande passione. Sul podio metto Spal, poi Pisa e poi Juventus, squadra in cui sono stato “battezzato” dal mio babbo».
Gli occhi gli si illuminano quando parla della sua prima volta al Paolo Mazza: «È sempre un’emozione magica per me entrare in quello stadio. Lo amo. La volta che misi piede sull’erba, di soppiatto un giorno di luglio di due anni fa mentre le gru facevano i lavori, mi tremavano le gambe. E da fanatico degli stadi (in qualsiasi città vada la tappa con foto allo stadio è doverosa - ho un debole per quelli all’inglese come il Tenni di Treviso, il Fortunati di Pavia, il mitologico Penzo di Venezia) mi fa impazzire che l’entrata della gradinata sia decentrata - sotto la C di Macron - e che con il restyling seppur magnifico, non si sia pensato a sistemarla. Io propongo di mettere un sipario con la scritta Spal che vada dall’attuale entrata fino alla distanza corrispettiva nell’altra metà campo. Ho già il disegno!»
Tra gli scioglilingua prima della diretta, inoltre, immancabile quello legato alla Spal: «Lo faccio per provare il microfono. In realtà sono tre: Renzi Cavasin Ferrari Ogliari Albiero Miele... Poi: Torchia Lancini Paramatti Zamuner... e “Brividi”, una poesia di Freak Antoni».
Dopo quattro sconfitte consecutive la Spal torna alla vittoria battendo la Roma in una storica impresa all’Olimpico: «Ero al trucco per trasformarmi in Spalletti. Ho fatto dannare il mio truccatore perché non stavo fermo un minuto. Alla fine ho mandato un messaggio alla mia amica romanista Francesca Brienza che mi ha scritto “Sono senza parole”. Io ce le avevo e le ho scritto su un cartello ancora appeso nel mio camerino. Roma-Spal 0-2: chiaro, semplice, impressionante!».
Cinica in fase offensiva, unita e ordinata in quella difensiva anche in inferiorità numerica sabato scorso contro una big. È lecito sognare in grande? «Quando il gioco si fa duro io mi zittisco. Sui social, per esempio, condivido messaggi di altri ma non mi espongo. Il mio è un lungo, profondo, silenzioso tifo. Qui mi sbilancio solo per dire che abbiamo i punti che meritiamo e che dobbiamo essere molto felici e non scordarci da dove siamo venuti. La Spal deve diventare un Chievo e salvarsi alle ultimissime giornate per almeno 5 anni, poi si vedrà. Lo dico anche perché tra breve mi auguro che la serie A venga portata a 18 squadre e la B a 20».
importanza
Porta inviolata in 4 partite su 9 disputate e 7 punti in più in classifica rispetto alla scorsa stagione fanno ben sperare: «Io mi accontento del quart’ultimo posto. Magari con 2 settimane d’anticipo per coronare il sogno di fare un allenamento con la squadra!»
È Semplici il valore aggiunto dei biancazzurri? «La Spal è una buona squadra, Semplici è un ottimo tecnico. Ha un grande carisma che mediaticamente non viene percepito e una capacità, che per me hanno solo Allegri e Ancelotti, di fare un turnover calibratissimo. Verrà il momento anche di Dickmann, per esempio, che notai e menzionai su twitter durante Novara-Spal 0-1, l’anno di B. C’ero a Novara, il giorno dello “sciagurato” Cerri che sbagliò due gol clamorosi proprio come lo “sciagurato” Calloni del Milan anni ’70. Freddo spaventoso».
Dulcis in fundo, la sfida di oggi con il Frosinone è, sulla carta, abbordabile: «È una delle due o tre gare più importanti dell’anno. Longo trasmette grinta e temperamento alle sue squadre e finora ha raccolto meno di quanto abbia seminato. C’ero al Mazza in quello Spal-ProVercelli 0-0, gol annullato a Zigoni al 90’. Vennero a fare la guerra con Rolando Bianchi che entrò a 20 minuti dalla fine, sembrava indemoniato». —
Valentina Cristiani
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