Spal, che disastro. Umiliata in casa dalla penultima
Una giornataccia: il Frosinone penultimo e mai vincente passa segnando tre gol. La squadra di Semplici deficitaria sotto ogni punto di vista: ko pesantissimo
FERRARA. Era la giornata del break. E del possibile sorpasso plurimo. Doveva esserlo, negli auspici e nella teoria. Come non detto. Una calda, a Roma, e una fredda. Ieri, in casa, contro il Frosinone. La Spal cade malamente ed invalida il credito acquisito all’Olimpico. Sono inaspettatamente venute meno mentalità e qualità di prestazione. Così è scattato il trappolone. Tremendo. Prova disastrosa contro una squadra penultima, che finora non aveva mai vinto e che ieri ha conquistato più punti che in tutte le precedenti nove giornate.
Formazione biancazzurra senza sorprese, ma Semplici decide - stante il rientro di Felipe - di tener fuori Bonifazi e non uno degli altri centrali. Gomis torna tra i pali al posto dello squalificato Milinkovic, Fares e Schiattarella rilevano Costa e Valdifiori. Confermati tutti gli altri eroi di Roma. Frosinone annunciato ma Longo, che si gioca la panchina (in tribuna c’è Di Carlo), esclude l’ex spallino Salamon affidando il centro della difesa ad Ariaudo. Il modulo viene dipinto come 3-4-2-1 ma i ciociari in fase di non possesso si dispongono con una retroguardia “a cinque”. E, in generale, fanno una bella ammucchiata davanti all’area. In tale tonnara la Spal cerca pazientemente di tessere le proprie trame, ora allargando in fascia, ora passando per i piedi sapienti di Valoti e Missiroli, e triangolazioni interne. I biancazzurri nel mezzo godono di evidente superiorità e la sensazione è che prima o poi possano trovare il pertugio giusto. Certo non mancano le variabili che ostacolano; tra queste il terreno, abbondantemente ed inspiegabilmente annaffiato prima della gara, tanto da risultare non solo scivoloso ma anche pesante. Poi, cosa manca? Lungimiranza e precisione nell’ultimo passaggio. E/o velocità d’esecuzione sulla palla buona in area. Ma ci sono anche campanelli d’allarme, come quando Campbell beffa Cionek, va via veloce ed innesca Zampano sul cui pallone in mezzo segna Chibsah, per fortuna in maniera irregolare. Ma occhio. Valoti lo sa e va a sfiorare l’1-0. Il gol infine arriva, però sul fronte sbagliato. Passa il Frosinone, da corner: è la terza volta in stagione che la Spal subisce così. Gara in salita, e pure ripida. Col trascorrere dei minuti i biancazzurri si sono involuti, morbidi e poco efficaci. Vaimò a farne due, adesso.
La Spal prova a martellare con un vibrante inizio di ripresa, ma cade subitaneamente nelle proprie amnesie e patisce un mortifero 0-2. Male. Mister Semplici inserisce Everton e Antenucci per l’infortunato Valoti e Cionek, e passa ad un anomalo 4-3-3 con Petagna attaccante esterno, a destra. Il palo dice no ad un indiavolato Antenucci, ma la reazione spallina si esaurisce lì. Il resto è non calcio e, visto il Frosinone, i contenuti lasciano ampissimo spazio ai rimpianti. Allo scadere arriva anche il tris ospite. Evidentemente, per la Spal non è ancora arrivato il momento del salto di qualità. —
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