La spinta dello stadio non basta Spal, terzo ko interno di fila
Ieri lo stadio affollato da quasi 14.000 spettatori e tifo incessante. Ma la squadra non ne ha saputo trarre forza
ferrara
Cielo variabile tendente al grigio, temperatura non fredda e illuminazione artificiale già accesa fin dai primi minuti del pomeriggio. È stato questo il contesto che si è presentato ieri agli occhi dei tanti appassionati di Spal, giunti come sempre in massa al “Paolo Mazza” per l’impegno dei propri idoli contro il Frosinone.
atmosfera
Lo stadio, tra l’altro, ha potuto mettere in mostra tutto il suo rinnovato comfort visto che gli spettatori - a differenza dello scorso anno - non hanno avuto problemi nell’affrontare le mini intemperie di un pomeriggio piuttosto variabile. Il popolo ha gremito il feudo della Curva Ovest con congruo anticipo, ma anche la parte locale della Est si è riempita davvero in fretta anche grazie alla presenza di alcune scuole calcio - di società non ferraresi affiliate alla Spal - visibili nelle prime file. Il medesimo risultato - ma con più calma - è stato raggiunto anche per quanto concerne la Tribuna e la Gradinata. Nel settore ospiti, invece, si sono posizionati a pochissimi minuti dal fischio d’inizio dell’arbitro Chiffi gli oltre duecento sostenitori gialloazzurri provenienti dalla Ciociaria a supporto del Frosinone.
L’atmosfera ha iniziato a scaldarsi all’ingresso in campo della squadra spallina, salutata da un boato e da una cascata d’applausi al termine del countdown sul maxi schermo dello stadio. Volume massimo sulle note dei Metallica (Enter Sandman) e prime bandiere biancazzurre alzate al cielo di Ferrara. Durante il riscaldamento, poi, sono arrivati due cori di sostengo nei confronti di Mirko Antenucci (partito anche ieri dalla panchina): “E Antenucci facci un gol” epoi “C’è solo un capitano”.
L’impianto d’irrigazione completa le ultime operazioni di preparazione del manto verde, mentre gli addetti della Lega di serie A provvedono alla formalità della cornice pre gara. Le squadre entrano in campo e sugli spalti il pubblico è subito coinvolgente. Il Frosinone indossa un insolito completo nero a bordi gialli: gli ex Salamon e Ghiglione siedono inizialmente in panchina, mentre Beghetto (per lui alcune bordate di fischi) se la vede sulla stessa fascia con Lazzari.
matura il ko
La Ovest chiede a gran voce una vittoria e in campo la battaglia parte con Gomis che può sentire da vicino il concerto del tifo ferrarese proprio alle sue spalle. La gara non decolla particolarmente, ma gli incitamenti sugli spalti non trovano tregua. Il Frosinone passa al quarantesimo, gelando il “Mazza”. Si va all’intervallo con gli ospiti in vantaggio e con la comunicazione degli spettatori totali: 13.676. Ad inizio ripresa Semplici fa alzare dalla panchina Antenucci per il riscaldamento: boato del pubblico. La Spal intanto attacca sotto la sua curva che alza le sciarpe al cielo colorando l’intero settore. Dopo un breve forcing biancazzurro il Frosinone raddoppia, festeggiando sotto lo spicchio dei tifosi in trasferta. Il popolo spallino canta “La gente come noi non molla mai...” invitando la Spal a crederci ancora. Antenucci colpisce il palo: Frosinone fortunato. Si gioca in una bolgia e con la squadra che prova ad assediare i laziali. Ma c’è niente da fare: nei minuti conclusivi arriva il tris frusinate che sancisce il terzo ko interno di fila.
Appuntamento domenica (ore 12.30) all’Olimpico di Roma. Il popolo biancazzurro di certo non mancherà. —
Alessio Duatti
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