Cipriani, gran cuore di ex «Lazzari cambia il ritmo come pochi in Italia Petagna sa giocare bene»
l’intervistaTrentotto anni compiuti lo scorso 28 ottobre per l’ex attaccante spallino Giacomo Cipriani che, al suo esordio con la casacca biancazzurra, contro il Giulianova fece subito sognare con...
l’intervista
Trentotto anni compiuti lo scorso 28 ottobre per l’ex attaccante spallino Giacomo Cipriani che, al suo esordio con la casacca biancazzurra, contro il Giulianova fece subito sognare con uno splendido gol di tacco. Per lui due stagioni alla Spal importanti (2009-2011) con 22 reti complessive all’attivo ed il riconoscimento Coni “Sportivo dell’anno di Ferrara 2010” prima della cessione a causa del difficile momento economico del club ferrarese.
Cipriani, riavvolgiamo il nastro all’ottobre del 2009, al suo esordio...
«Un bellissimo ricordo anche se l’impatto con quella categoria è stato un po’ problematico venendo da campionati diversi e non avendo mai giocato la C. Ricordo che ero in pullman con Bazzani e quando arrivammo a Giulianova, davanti allo stadio, gli chiesi: “Scusa, ma il campo è questo?”. Ma con grande rispetto. Mi sembrava uno stadio molto piccolo, non ci sono le tribune e la gente è a ridosso del recinto di gioco. Un classico campo di paese. Entrai dopo pochi minuti a causa dell’infortunio di Bazzani, mi arrivò la palla giusta e feci uno dei miei gol più belli in carriera. Una rete che però passò come tante altre e da lì capii subito che in C, prima di avere qualche riconoscimento, bisognava fare tanto».
Ferrara e la Spal furono una scelta di cuore.
«Sono arrivato alla Spal in un momento in cui le cose erano andate nel verso sbagliato: dopo un infortunio, dopo aver girato la serie B senza troppa fortuna e senza una grossa continuità. Arrivai perché decisi che se dovevo scendere di categoria sarei andato in un posto vicino a casa e che comunque conoscevo dato che le mie origini sono metà ferraresi da parte di mamma. Un posto dove vivevano calcio nonostante la categoria, dove sarei potuto essere importante e protagonista. Il primo anno arrivai in un campionato in corsa e ottenemmo una salvezza abbastanza tranquilla. Il secondo anno nel girone d’andata fummo anche primi, poi vennero fuori i problemi societari e tutto quello che portò al fallimento».
Cosa le ha dato la Spal?
« Tanto nonostante i problemi che ci sono stati in quegli anni di serie C. Soprattutto la città, i tifosi, i compagni e il mister mi hanno lasciato un ricordo indelebile. Mi sono innamorato di quella città, di quei colori e devo dire che la seguo sempre con un certo interesse».
Passando all’attualità, dopo 10 gare solo 8 reti all'attivo per la Spal, primato negativo che condivide con Bologna e Chievo. Da ex attaccante quale pensa sia la chiave per uscire da questo momento poco prolifico?
«Il problema del gol penso sia momentaneo perché la Spal sta esprimendo un bellissimo gioco, un calcio fatto di ripartenze. E non dimentichiamolo: l’obiettivo è quello di salvarsi».
Dalle stelle alle stalle nel giro di 7 giorni: prima la bella vittoria all'Olimpico, poi la batosta casalinga col Frosinone...
«Col Frosinone è stata una partita strana. Non posso dire che la Spal ha giocato male, ma il risultato è pesante. Essere arrivati a quella gara con un po’ di euforia non ha aiutato. E’ impensabile fare tutte partite d’alto livello in questa serie A e,quando qualcosa ti gira storto e magari non è la giornata giusta, vince la squadra più motivata. Per trovare la continuità e per alzare l’asticella ci vorranno degli anni. Ci sono stati comunque netti miglioramenti nel gioco rispetto al passato e si arriverà prima alla salvezza».
Domenica, nel lunch match, la Spal affronterà una Lazio col dente avvelenato per la pesante sconfitta contro l'Inter.
«Le gare a mezzogiorno sono sempre particolari perché non tutti riescono in poche ore ad entrare nella giusta concentrazione. E’ ovvio che la Lazio ha qualcosa in più a livello tecnico e di giocatori, ma non per questo la Spal deve rinunciare a giocarsela. Anzi, forse la Spal riesce a tirar fuori il meglio con queste squadre dove è in grado di interrompere il gioco altrui e ripartire. Infatti le partite migliori le ha fatte con le big. Anche se la Lazio, dal canto suo, è una grande squadra con caratteristiche anomale: gioca sulle ripartenze».
La Spal pare stia diventando Lazzari e Petagna dipendente.
«Il primo ha fatto grandissimi miglioramenti negli anni ed in questo momenti è uno dei pochi, anche a livello nazionale, che sa accelerare e cambiare il ritmo di qualsiasi squadra e in qualsiasi momento. Petagna è un giocatore che fa fatica, fino ad ora, ad arrivare in doppia cifra ma fa un grosso lavoro per la squadra. È un centravanti che sa manovrare molto bene, quindi la squadra si affida molto a lui». —
Valentina Cristiani
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