Spal, abito da rimodellare col tocco di Valdifiori e la grinta di Everton
Domenica a Roma con la Lazio mancheranno Schiattarella e Valoti. In porta Milinkovic Savic e davanti Antenucci
FERRARA. Non sfugge l’involontaria ironia del designatore arbitrale, quasi fosse un invito. Domenica Lazio-Spal sarà diretta da Marco Guida, 37enne di Pompei e da dieci anni in attività. Quest’anno quattro partite dirette: due successi interni e altrettanti esterni. Zero pareggi. Ecco, esattamente come laziali e spallini: le uniche due formazioni della Serie A a non avere ancora diviso la posta. Dai, che magari stavolta...
Dopo il rovescio al Mazza col Frosinone e in vista di una trasferta che definire complessa è un eufemismo, chiaro che alla Spal il punto non dispiacerebbe. Ben diverso lo sguardo laziale, che vuole placare la sete di riscatto dopo il rovescio con l’Inter. “Compattezza, furore e abnegazione” ha chiesto Simone Inzaghi ai suoi. Beh, più o meno l’identico desiderio che Semplici fa aleggiare al Centro Fabbri.
Dove c’è un abito da rimodellare. A centrocampo, peraltro, poche scelte cui attingere in casa Spal. Il giallo pieno di nervosismo colto da Schiattarella ha fatto scattare la squalifica, la distorsione alla caviglia destra non mette giudizio e così sarà out anche Valoti. Di Kurtic si sa che la convalescenza è ancora da terminare. Ergo, spazio a Valdifiori in posizione centrale protetto ai lati da Missiroli e da Everton Luiz. Il brasiliano sembra “costruito” apposta per una partita di lotta piuttosto che di governo, il guaio è che spesso eccede in agonismo e va a rimediare cartellini che poi lo mettono a perenne rischio di seconda infrazione a gara ancora lunga. Senza trascurare che la foga lo porta ad abbandonare la propria porzione di campo lasciando qualche metro di troppo agli avversari. Ma contro una mediana laziale ricca di peso, centimetri e tecnica alla Spal servono dannatamente gamba e corsa. E meno male che Viviani è tornato arruolabile, così in panchina qualche risorsa c’è.
Altri mini rivoluzione, questa volta non dettata da certificati medici e Giudice sportivo, potrebbe registrarsi dietro. Milinkovic Savic si candida ad un ruolo da titolare dopo la convincente prestazione con la Roma. Curioso come l’Olimpico, per Vanja ricorra spesso: l’anno scorso fu super in Coppa col Toro proprio a Roma contro i giallorossi e con la Spal ha debuttato nella Capitale.
Domenica potrebbe riavere la maglia persa per il rosso che gli ha fatto saltare Frosinone. Ha dato sicurezza tredici giorni fa, occupato bene l’area sulle palle alte.
Anche questo conta contro una Lazio di corazzieri. Ed è possibile anche l’ingresso di Bonifazi (pure a lui l’Olimpico male non porta) al posto di un Cionek che va a corrente alternata. E davanti? La vivacità di Antenucci unita al peso di Petagna sembrano ben gettonate. L’anno scorso l’aquila Olimpia tenne a battesimo il ritorno di Ferrara in A dopo 49 anni. Finì 0-0. Già, un pari. —
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