«Bondi, niente frenesia A Imola c’è un’occasione per misurarci in trasferta»
Serie A2. L’assistant coach Carretto fa le carte al match con La Naturelle E detta la linea: difesa solida e tanta pazienza nel costruire la fase d’attacco
FERRARA
«Nel fortino del Pala Ruggi ci aspetta una gara difficilissima. Dobbiamo riuscire a limitare la loro vena offensiva e punirli dove sono un po’ più fragili: nella loro difesa». Parole e musica di Marco Carretto, assistant coach della Bondi, che ieri pomeriggio ha fatto le carte al derby a Imola di domani pomeriggio.
Carretto, che gara prevede domani in terra romagnola?
«Molto insidiosa per vari motivi».
Quali?
«Abbiamo concluso un primo ciclo con tre successi casalinghi e due ko fuori casa, sconfitte arrivate dopo buone prestazioni, ma in campi oggettivamente proibitivi. A Imola sarà una prima prova d’esame importante, perché è una trasferta in cui verificare il nostro approccio fuori casa, in una gara contro una diretta concorrente in classifica e con il pronostico non completamente avverso. L’approccio sarà importante e la pressione non sarà quella delle due trasferte precedenti. Certo, il Pala Ruggi sarà un fattore decisivo per una squadra come Imola: pubblico caldo, che Imola cavalca molto, questo sarà uno dei fattori da dover affrontare».
Contro Cagliari, Swann e Hall si sono messi a servizio dei compagni di squadra. Cosa significa per il gruppo?
«Da un punto di vista umano, il gruppo sta bene assieme, anche con molta eterogeneità a livello di età. Gli americani dispensano consigli agli altri veterani e ai giovani, che hanno molta disponibilità e umiltà nell’ascoltarli».
A livello tecnico?
«Rispetto ad altre realtà, da noi c’è una situazione particolare: Swann e Hall, oltre a essere di grandissima qualità e di grande produttività per loro stessi, riescono a valorizzare i nostri giovani in molte situazioni. Giocano bene a basket per produrre in prima persona, ma sono anche bravissimi a passare il pallone. Poi, nei momenti decisivi, ci sta che gli americani tolgano ai giovani qualche responsabilità».
Parliamo di Imola?
«Attenzione a Bowers e Raymond, come del resto a tutto il gruppo degli italiani molto esperti. Imola ha due dimensioni, per la bravura degli esterni nel passar la palla, ma anche per l’esperienza e la prontezza dei lunghi nel farsi trovare sempre pronti. In questa fase della stagione, salta più all’occhio ciò che fanno i lunghi rispetto agli esterni».
Il loro punto di forza?
«La capacità di gestire i ritmi, come di avere dimensione interna e perimetrale. Attenzione pure alla loro forza offensiva, abbastanza sopra alla classifica che stanno occupando. Il campionato sta dimostrando che il loro tabellino è sempre a tiro dei 90 punti realizzati».
Imola realizza tanto, allo stesso tempo subisce molto. Potrà essere questo il fattore che fa pendere la bilancia dalla parte della Bondi?
«Sarà un punto a nostro favore, se avremo pazienza e saremo solidi. Bisogna che non affrettiamo le prime occasioni che si potranno verificare contro difese attente ed esperte, ma magari contenitive in certe situazioni. Sarà un nostro punto di vantaggio se saremo in grado di sfruttarlo. Se cadremo nelle prime tentazioni e nella frenesia di voler fare in fretta per attaccarli, probabilmente diventerà un fattore a nostro sfavore. La chiave sarà riuscire ad arginare la loro vena offensiva, questo richiederà una gara solida dal punto di vista difensivo. Dal canto nostro, dobbiamo essere pazienti in attacco e fare lavorare Imola, compagine esperta, ma meno atletica di altre che abbiamo affrontato finora. Contro Cagliari, Panni è partito con fiducia maggiore, dovuta al fatto che i primi tiri da fuori sono entrati, la nota più positiva è stato il fatto che anche Barbon e Calò si sono fatti trovare pronti: per loro i minuti in più sono stati un bene, per la loro gratificazione in campo, così hanno risposto al meglio». —
Lorenzo Montanari
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