Dagli schemi ai discorsi su Lazzari e Murgia passando per i Milinkovic: ecco cosa offre il match Lazio-Spal
La partita con i biancocelesti proporrà vari spunti d’interesse e curiosità, ovviamente sul terreno di gioco, ma anche dietro le quinte
FERRARA. Lazio-Spal di domani presenta molti motivi di interesse. Sia di carattere tecnico-tattico che extra-campo.
I moduli
I biancazzurri all’Olimpico proporranno il loro collaudato 5-3-2, ormai mandato a memoria da anni e marchio di fabbrica di una squadra con precisa identità. Ciò non significa che funzioni sempre, né che sia il sistema tattico a determinare prestazioni e risultati. Come mirabilmente sottolineato ieri dal caro, vecchio, César Luis Menotti - con la profonda capacità d’analisi di sempre (ma non tutti sono Menotti...), «... 4-2-3-1, 4-3-1-2, ma dove li vedi? Il fùtbol è dinamico e la pelota è come una poesia, comincia a leggerla e non sai mai cosa troverai». Ecco, vediamo che poesia saprà recitare la Spal domani. Di sicuro c’è che in questa teorica lavagna tattica la Lazio si adeguerà all’avversario biancazzurro. Il modulo di partenza sarà speculare a quello della squadra di Semplici. Se l’anno scorso la Lazio traeva linfa vitale dal trequartista (Luis Alberto) alle spalle dell’unica punta Immobile e dagli inserimenti di una mezz’ala libera e d’assalto (Milinkovic Savic), l’attuale involuzione dello spagnolo ed il tunnel post-mondiale in cui è finito il serbo hanno indotto mister Inzaghi a rivedere l’assetto, corretto in corsa. Ha quindi preso piede il 5-3-2, analogo a quello della Spal, con una seconda punta (il più fisico e più attaccante vero Caicedo, o il più tecnico e fantasioso El Tucu Correa) a detrimento del citato Luis Alberto. Giocasse domani, Correa sarebbe alla prima assoluta da titolare all’Olimpico: per l’argentino - ottimo quando è subentrato - un esame probante.
Questioni di famiglia
Uno cercherà di segnare e di ridorare il suo fresco blasone di uomo-mercato che tutti hanno cercato e nessuno ha pigliato. L’altro vorrà e dovrà parare. Anche in faccia al... fratello. Già perchè del confronto tra Sergej e Vanja Milinkovic Savic - uno punto di forza (almeno l’anno scorso, ma non crediamo che abbia disimparato) della Lazio, l’altro in cerca di spazio tra i pali della Spal - si è già parlato abbondantemente. Sarà la prima sfida in A tra i fratelloni serbi. La spunterà chi saprà gestire meglio le emozioni e le tensioni. Lo spallino tornerà là (l’Olimpico) dove due settimane fa contro la Roma è stato protagonista al suo esordio, tra ottime parate e rocambolesca espulsione. E questa volta la partita per lui avrà connotati ancor più particolari.
Intrecci di mercato
Altro capitolo, curioso, interessante, stimolante, chiacchierato. Il mercato. Non è mistero che la Lazio da tempo corteggia lo spallino Manuel Lazzari. Il club di Lotito ha provato a prenderlo la scorsa estate ed è tornato alla carica adesso. Mister Inzaghi lo vorrebbe a gennaio, la Spal non intende cederlo prima di giugno, quale che sia l’offerta giusta (in lizza Torino, Napoli, Inter, appunto la Lazio). Variante da considerare: già in estate la Spal avrebbe gradito il centrocampista Murgia quale parziale contropartita, ma il ragazzo pareva blindato. Dopo due misere presenze in campionato, ora la musica è cambiata. Murgia vuole essere ceduto a gennaio e la Lazio è disposta a prestarlo. Tra le pretendenti (oltre a Frosinone e Chievo) c’è la stessa Spal. Chissà se domani Mattioli e Lotito, Vagnati e Tare, parleranno anche di affari. Più o meno prossimi. —
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