Fischiando come niente meditando la vendetta
Impossibile tentare di fischiettare simulando indifferenza: il derby di oggi al PalaRuggi è dannatamente sentito in casa Kleb. Da tanti anni l’Andrea Costa è punto focale di alcuni indimenticabili...
Impossibile tentare di fischiettare simulando indifferenza: il derby di oggi al PalaRuggi è dannatamente sentito in casa Kleb. Da tanti anni l’Andrea Costa è punto focale di alcuni indimenticabili momenti di storia cestistica estense: bellissimi (vedi la vittoria a Faenza che di fatto fece toccare con mano la promozione in serie A del Club di Mascellani) oppure deludenti (come la semifinale di coppa Italia organizzata a Ferrara e persa all’ultimo secondo). E vogliamo ricordare la tripla esultante di Ibarra due campionati fa (forse l’unico acuto dell’italo-argentino in due tornei)? La batosta buscata l’anno scorso dalla Bondi è talmente fresca da alimentare ulteriormente il fuoco. Ha aperto le danze il neo presidente estense D’Auria: «Quella sconfitta non l’ho ancora digerita» ci raccontava lunedì. Ed era “solo” sponsor, figuriamoci adesso che è presidente. Insomma, quel 71-45 rimane ferita nella carne biancazzurra. Aprì, tra l’altro, un momentaccio che iniziò a far scricchiolare la panchina di Martelossi: tre sconfitte Bondi nelle successive quattro partite (Fortitudo, Mantova e Udine).
Ecco perché una mai banale Imola-Ferrara oggi mette altro pepe sulla pietanza. Se poi vogliamo provare ad anestetizzare le emozioni, mettiamo due gocce di ragione: chi vince si regala un piccolo salto di qualità e può vivere qualche settimana serena senza angosce di classifica. Rischia di più l’Andrea Costa, ovviamente. Perché gioca in casa e anche l’anno scorso nel vetusto e minuscolo PalaRuggi ha costruito la salvezza. «Beh, è ora di vincere fuori» invita d’Auria.
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