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CALCIO SERIE A

Spal sempre peggio: prova orribile e la Lazio fa poker

Paolo Negri
Spal sempre peggio: prova orribile e la Lazio fa poker

Squadra lunga, sfilacciata, apatica, almeno tre reti regalate. Segnali preoccupanti. È la sesta sconfitta nelle ultime sette partite, con ben 16 gol al passivo

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ROMA.  Tutte le strade, anche calcistiche, portano a Roma. La Spal torna all’Olimpico due settimane dopo il vittorioso blitz romanista. Ma questa volta andamento ed epilogo sono ben diversi: ko, pesantissimo, prestazione orribile, pessima impressione globale. Un disastro. Bilancio: 6 sconfitte nelle ultime 7 gare, ben 16 i gol al passivo (7 nelle ultime due partite). Urge una reazione.

Pure gli Dei non gradiscono il calcio alle 12.30. Giove Pluvio lo fa abbondantemente sapere da almeno un paio d’ore, ed al fischio d’inizio c’è pure un concerto di tuoni e fulmini. Ma in campo che succede? Succede che la Lazio fa la partita, attacca, preme. E che la Spal contiene.

Epperò sono subito brividi, buon che Caicedo non inquadri la porta in circostanza favorevolissima. La squadra di Semplici prova ad uscirne col fraseggio, contando sulle oscillazioni difensive della Lazio. Antenucci fa tremare i laziali. Che però passano sfruttando l’ennesima, gravissima, amnesia spallina su corner a sfavore: Immobile, liberissimo, fa cantare il destro, ma è il quarto gol che la Spal becca da angolo. Per fortuna la risposta è immediata, con azione da manuale sull’asse Everton-Lazzari per la puntuale realizzazione di Antenucci. Meno male.

Si prosegue a gran ritmo, in una sorta di frenetico ping pong che vede la Spal peccare colpevolmente nell’ultimo passaggio (almeno due o tre circostanze favorevoli malamente sprecate per errori nel tocco chiave) ed al contempo nel concedere troppi spazi alla squadra di casa, con Immobile che puntualmente ne approfitta per riportare avanti i suoi. Annotazione a margine: la Spal è lunghissima, troppa distanza tra i reparti. Allo scadere altro rischio colossale, ma l’arbitro sorvola su come Vicari atterra Immobile al limite.

In avvio di secondo tempo la Spal conferma tutte le sue difficoltà di giornata. Sfilacciata, lenta, tatticamente fuori fase. L’ingresso di Cionek per Bonifazi altera nulla. Il 3-1 laziale è fotografia dei mali biancazzurri, il 4-1 non ne parliamo: palloni persi da Everton, tutti apatici, Cataldi e Parolo fanno ciò che vogliono e uccellano Vanja Milinkovic Savic.

La Roma laziale è assai amara. Spal allo sbando, praterie. Bruttissima sensazione, quella lasciata dai biancazzurri. O si batte il Cagliari sabato al “Mazza” o sono affari seri. —




 

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