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involuzione e tensione sabato cruciale

Paolo Negri

Il bilancio è chiaramente deficitario: 6 sconfitte nelle ultime 7 partite. Già questo sarebbe un non trascurabile segnale d’allarme, anche perchè la Spal non ha affrontato solo big o aspiranti tali...

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Il bilancio è chiaramente deficitario: 6 sconfitte nelle ultime 7 partite. Già questo sarebbe un non trascurabile segnale d’allarme, anche perchè la Spal non ha affrontato solo big o aspiranti tali ma pure Sassuolo e Frosinone. E la Lazio di ieri è parsa lontana parente di quella della scorsa stagione: c’era margine per fare molto di più. Al contrario, la cocente batosta capitolina (con 4 gol sul groppone, a portare il totale a 16 nelle citate e più recenti 7 gare) ha evidenziato ed ampliato le crepe già emerse e che si sperava cancellate dalle prestazioni con Inter - al netto dell’immeritato ko - e Roma. Proprio il successo dell’Olimpico contro i giallorossi avrebbe dovuto dare certezze, consapevolezza, autostima, fiducia. Come non detto: la Spal ha compiuto due passi indietro.

Ieri la squadra ha smarrito la sua identità, non aveva compattezza, è sembrata lunghissima e sfilacciata. Anche troppo morbida, distratta, superficiale, e tecnicamente non all’altexxa. I difetti non vengono corretti e, anzi, si vedono i soliti errori: non è ammissibile che si subisca il quarto gol stagionale da corner; è incredibile che si becchi il solito contropiede da calcio d’angolo a favore. Segnali preoccupanti. Come il nervosismo (o l’insoddisfazione, se si preferisce)dell’ambiente. La società si è già detta «molto arrabbiata». La partita interna di sabato con il Cagliari può essere uno snodo cruciale, prima di sosta e Juventus. —

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