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Il coach però ammonisce: «Ci siamo specchiati un po’ troppo» Con ottimismo si guarda all’infermeria che si sta svuotando 

«Progressi importanti da tutti» Benedetto pensa al collettivo

M.F.

sala stampaIl brivido corso nel finale non scalfisce la soddisfazione per una vittoria incorniciata da un’ottima prestazione di squadra. Nella “pancia” del PalaPirastu di Cagliari, coach Giovanni...

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Il brivido corso nel finale non scalfisce la soddisfazione per una vittoria incorniciata da un’ottima prestazione di squadra. Nella “pancia” del PalaPirastu di Cagliari, coach Giovanni Benedetto è senz’altro il più soddisfatto: «Ci siamo specchiati un po’ troppo nella bellezza – commenta il coach – concedendo a un giocatore di talento come Rullo di ridare ossigeno a Cagliari. Ma quei cinque minuti di black-out non tolgono nulla a una prestazione che è stata ottima per larghissima parte. Anche perché non c’è stato un singolo momento in cui la squadra abbia perso l’inerzia». La Baltur in formato trasferta inizia a funzionare: «A questo livello se non sei veramente squadra è difficile vincere lontano da casa – aggiunge il tecnico – noi abbiamo avuto bisogno di qualche settimana per calarci a pieno nel clima di questo campionato, ma ora la squadra sta compiendo dei progressi importanti. L’infermeria si sta svuotando, e il successo casalingo su una squadra blasonata come Treviso ci ha dato grande fiducia. Il futuro? Continuiamo a lavorare con la consapevolezza di essere una neopromossa che vuole dimostrare di meritare questa categoria». Non solo White e Mays: la Baltur convince anche grazie al gruppo degli italiani: «Ne abbiamo parlato in settimana – analizza Benedetto – ognuno sa che deve portare il proprio mattone nella costruzione della vittoria. Possono essere anche delle cose invisibili ai più, ma restano comunque importanti per il collettivo. Nessun egoismo, vogliamo essere squadra».

E l’emblema di questa mentalità è senza ombra di dubbio Gasparin, importantissimo nel finale di gara: «Siamo partiti molto bene, facendo canestro con continuità – afferma l’ala – era prevedibile che Cagliari reagisse, anche sfruttando il fattore campo, ma siamo riusciti a contenere bene i loro assalti rischiando poco. Ci manca un pizzico di durezza mentale nel controllo della partita. Siamo un buon collettivo – ammette – ci stiamo conoscendo sempre meglio e sappiamo anche come coinvolgere i nostri americani. La classifica? Non la guardiamo troppo». —

M.F.

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