«Un percorso pieno d’insidie Lo sapevamo»
Mister Semplici non nasconde le difficoltà della Spal E i conti non tornano: troppi gol subiti e pochi realizzati
roma
Sei sconfitte nelle ultime sette gare giocate. Un ruolino di marcia sicuramente negativo per la Spal di mister Leonardo Semplici, che rimane così ferma a dodici punti. Il margine sulla terzultima rimane discreto, ma in questo momento - davanti a prestazioni come quella di ieri contro la Lazio - la classifica è davvero l’ultima cosa da guardare. E probabilmente lo sa bene il tecnico biancazzurro, di certo dispiaciuto per l’ennesimo ko di questo periodo. Come sempre, però, l’allenatore toscano non ha fatto drammi nel suo intervento arrivato nella gigantesca sala conferenze dello stadio Olimpico di Roma: «Abbiamo giocato contro una squadra forte e lo sapevamo. La partita sotto certi aspetti l’abbiamo anche interpretata discretamente ma abbiamo commesso qualche errore di troppo, specie sul secondo gol dove non siamo riusciti a contenere una normale azione di sfondamento senza chiudere nella maniera giusta».
le coperture
«Credo - prosegue Semplici - che fino al 3-1 la squadra abbia fatto la partita che doveva fare, poi il gol di Cataldi ha chiuso definitivamente il tutto. Non vedo analogie rispetto alla gara contro il Frosinone: il nostro percorso è pieno d’insidie e questa di Roma la conoscevamo bene». E ancora sul match e sul concetto troppo evidente di concedere troppo all’avversario: «Eravamo in emergenza a centrocampo, ma è vero che l’aspetto della solidità è mancato. Oltre alla qualità della Lazio, di cui ho già detto, non siamo andati particolarmente bene nelle coperture preventive e abbiamo forzato qualche situazione su cui non dovevamo forzare. La Lazio ne ha approfittato e ci ha fatto male. Il divario tra le due squadre è noto, ma a mio avviso avevamo limitato bene il loro valore fino a un certo punto del match con alcune situazioni create e con un discreto possesso palla. Il 3-1 ci ha colpiti sotto l’aspetto morale e lì la gara è finita».
subire troppo
Spal che purtroppo continua a subire gol, sette i centri al passivo nelle ultime due gare disputate: «I numeri parlano chiaramente ed è vero che qualcosa in questo non va. Anche perché se vogliamo dirla tutta noi, al contrario, ne abbiamo fatto solo uno. Sicuramente la colpa non è di un reparto. Bisogna che tutta la squadra sia più attenta e più cattiva. Non possiamo permettere certe situazioni anche perché siamo al secondo anno di serie A e anche noi abbiamo giocatori fisici. Serve più decisione sportiva in tutto quello che facciamo. Dobbiamo crescere, lavorando uniti e con fiducia come abbiamo sempre fatto per arrivare al nostro obiettivo. La prossima col Cagliari? Prepariamoci al meglio, migliorando su ciò che non è andato». Ma non sarà un impegno facile quello che attende la Spal contro i sardi, perché la squadra di Maran sta mostrando solidità esprimendo anche un calcio di qualità. E davanti Joao Pedro e Pavoletti sono tipini insidiosissimi.
il dualismo
Infine, a specifica domanda, la risposta sul dualismo tra i portieri Gomis e Milinkovic Savic che al momento non pare stia dando i frutti sperati: «Quello legato all’estremo difensore è un ruolo particolare. Sapete che dico sempre di non avere solo undici titolari e chi vedo meglio solitamente gioca. Lo stesso vale per i due portieri. Chi di loro non gioca bisogna che accetti di stare a volte in panchina. A mio avviso l’alternanza non crea problematiche. La competizione all’interno del gruppo deve esserci». —
Alessio Duatti
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