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Sprofondo Spal, le ragioni della caduta: vanno recuperate identità e compattezza

Paolo Negri
Sprofondo Spal, le ragioni della caduta: vanno recuperate identità e compattezza

Da 2,25 punti di media nelle prime 4 gare a 0,42 nelle ultime 7. Quello con il Cagliari sarà un esame fondamentale

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FERRARA. Cosa succede alla Spal? Interrogativo più che lecito alla luce di quella che, cifre alla mano, si può chiaramente definire come una crisi: 6 sconfitte nelle ultime 7 partite, con un totale di 16 gol al passivo in tali gare, di cui 7 nelle più recenti sfide con Frosinone e Lazio. Per contro, i gol segnati sono stati appena 5. Uno solo il match (quello di Roma contro i giallorossi) chiuso senza reti al passivo, nell’unica circostanza in cui i biancazzurri si sono imposti.

CONTRADDIZIONI

Diventa esercizio difficile quello di stabilire quale sia la vera Spal. La squadra vista nelle prime giornate (9 punti in 4 gare, 1 gol subìto, 4 realizzati)? Quella che ha asfaltato l’Atalanta? Quella che ha meritoriamente tenuto testa all’Inter cedendo ingiustamente ai nerazzurri? Quella che ha sbancato l’Olimpico romanista? Oppure, al contrario, la formazione molle infilata a Firenze? O quella che ha malamente ceduto alle riserve del Sassuolo? O, ancora, quella che si è concessa ad un Frosinone fino a quel giorno mai vincente, penultimo e reduce da un mese di ritiro? O, infine, quella sconcertante che ha patito quattro sberle dalla Lazio?

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Troppe oscillazioni. Troppe indicazioni contraddittorie. A livello di prestazioni e di rendimento, di punti: 9 in 4 match (media 2, 25), poi 3 nelle ultime 7 partite (media 0, 42). Da difesa ermetica (la migliore delle principali leghe europee) a colabrodo.

INVOLUZIONE

Fatto salvo qualche sussulto, qualche indicazione probante, la Spal ha progressivamente accusato un’involuzione. Evidente. Tattica e, probabilmente, mentale. La squadra ha smarrito il suo principale punto di forza: l’identità. La compattezza. La capacità di fare blocco. Di essere corta. Di non concedere spazi. Dopo le gare iniziali, lo ha fatto solo a tratti. Ed a volte ha sbracato: nel finale col Sassuolo, nella ripresa col Frosinone, contro la Lazio. Gare in cui i gol al passivo potevano anche essere più dei 9 incassati. L’apice negativo domenica all’Olimpico con i biancocelesti. Mai vista una Spal così lunga, sfilacciata, slegata, con spazi enormi concessi alla Lazio. Praterie. Centrocampo latitante, né filtro né capacità di sostenere le punte. Passo moviolistico. Assenza di determinazione ed aggressività (in senso sportivo). E le contraddizioni di cui prima, espresse anche dai singoli.

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Bonifazi: magnifico contro la Roma, imbarazzante con la Lazio. Nel primo tempo Immobile ha costantemente scattato sul centro-sinistra del proprio fronte d’attacco, diciamo nel corridoio tra Lazzari e Bonifazi. Quest’ultimo sempre assente ed in ritardo, il laterale raramente a stringere. Così il povero Vicari ha dovuto fare gli straordinari, uscendo più volte per fronteggiare il Ciro nazionale, a costo di rimediare qualche imbarazzo in spazi ampi, per una evidente questione di diverso compasso. La Spal deve urgentemente ritrovare unione e compattezza.

PALLE INATTIVE E GIOCO AEREO

Altre questioni. È dalla gara di La Spezia in Coppa (ma potremmo citare pure l’amichevole di Perugia) che la Spal da situazioni di palla inattiva (corner) a favore subisce almeno un contropiede a partita, e specialmente in trasferta. Com’è possibile che il difetto non sia ancora stato corretto? Ancora. A Roma con la Lazio la Spal ha patito il quarto gol da calcio d’angolo: col Torino, con la Fiorentina, col Frosinone e appunto all’Olimpico. O tutti fermi, o tutti distratti, o marcature latitanti. I biancazzurri si dispongono a zona? Perché su Immobile non c’è nessuno? Perché la traiettoria del corner di Cataldi viene letta male da Missiroli? E perché, focalizzandosi su un altro aspetto, si soffre sulle palle aeree? Nkoulou, Milenkovic e Chibsah hanno segnato di testa, da palla inattiva; Immobile ha colpito un palo. Alla Spal non mancano uomini di stazza, il problema quindi è un altro.

CONDIZIONE E PROSPETTIVE

La Spal con la Lazio è parsa andare ad una velocità ben inferiore. Ma non è una questione di condizione fisica, viste le gare con Inter e Roma. I condizionamenti, quindi, erano/sono mentali, vai a capire quali e perché. Ma urge una reazione. Nel breve periodo, sabato c’è il Cagliari, poi la sosta, quindi la Juve a Torino, infine l’Empoli a Ferrara. Le due interne sono da vincere, dopo i ko con Sassuolo e Frosinone (quello con l’Inter lo diamo di bonus). Basilare il primo impegno, con i sardi. Un risultato diverso dai tre punti creerebbe alquanto disordine in casa Spal. –


 

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