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Ba ritorna a Udine da ex «La Baltur se la può giocare»

Simone Gagliardi
Ba ritorna a Udine da ex «La Baltur se la può giocare»

Il giovane pivot sta conquistando minuti anche nel nuovo campionato «Devo tutto a coach Benedetto, per me è quasi un padre. Posso crescere» 

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CENTO

Reduce da un playoff di B in costante ascesa, l’infortunio occorso a Benfatto ne ha imposto un minutaggio via via sempre più importante, e non solo per dare tregua a Rizzitiello e Piunti. La risposta di Adama Ba è stata ottima: difesa e pericolo in attacco. È stata la conferma di un salto di qualità importante da inizio della scorsa stagione, quando le doti fisiche del colored erano troppo superiori a quelle tecniche. A Cento l’ha voluto coach Benedetto, che l’ha sgrezzato, plasmato, insegnandogli le basi partendo dai fondamentali. E riconfermato in serie A, come secondo lungo della Baltur.

«Lui è stato il primo a darmi fiducia – ammette Ba, protagonista di una favola appena incominciata e tutta ancora da scrivere –, lui è molto più di un allenatore, è quasi come un padre. Mi sta insegnando tantissimo, crede in me. Mi ha voluto anche in serie A, campionato ancor più difficile, più fisico della serie B, con giocatori di grande esperienza. Io sento fiducia intorno a me: so che devo ancora crescere, ma sto lavorando tanto per migliorarmi».

È obiettivo e sincero il centro biancorosso, vent’anni e 207 centimetri d’altezza, che ha già inquadrato i punti in cui deve fare passi da gigante per guadagnarsi sempre più minuti nello scacchiere di coach Benedetto: «Intanto devo mettere su muscoli - riprende -, il gioco è molto fisico e io devo avere più chili. Devo maturare esperienza, commetto ancora falli ingenui, e devo avere meno paura quando ricevo la palla vicino al canestro e ho spazio per concludere. So che dovrei schiacciare tutte le volte, lo posso fare, ma per paura di sbagliare la schiacciata mi prendo il tiro e alla fine rischio di più. La paura è il motivo per cui commetto errori. Devo migliorarmi e lo so. Ho la fortuna di avere compagni con una certa esperienza che mi dicono sempre cosa fare. Sto giocando 8’ circa in media a partita, non sono tanti, ma non sono neanche pochi in serie A. Lavorerò in allenamento per guadagnarmi ancor più fiducia».

Non è sorpreso dall’ottimo impatto della Baltur con la serie A, terza ex aequo in piena zona playoff, in una classifica logicamente ancora molto corta: «Stiamo andando bene, abbiamo vinto quattro partite su sei. C’è da essere soddisfatti del nostro inizio, a me la cosa non sorprende. Abbiamo giocatori esperti e bravi, che hanno già fatto cose importanti in carriera, secondo me i playoff non sono inarrivabili».

Inevitabile dare un’occhiata al futuro più immediato, Udine. Ba è un ex, Udine fu la sua prima tappa da italiano: «Appena arrivato in Italia per giocare (è senegalese d’origine, ndr), nel 2015, ho iniziato proprio a giocare a Udine - racconta - e l’ho vissuta per un po’, poi la società ebbe dei problemi e io andai via. In questa partita mi sento un ex. So che Udine ha costruito una squadra molto forte, punta in alto. Ha perso alcune partite e vorrà rientrare in classifica. Mi aspetto una partita molto difficile, in cui noi vogliamo dire la nostra. Andiamo là a giocarcela alla pari. Abbiamo giocatori importanti, siamo tranquilli e ce la giochiamo».

Ba sta bene, ogni tanto il ginocchio scricchiola, ma da un paio di settimane la condizione è migliorata. E coach Benedetto, con Benfatto ancora convalescente e in attesa del rientro definitivo, sa di poter contare anche su di lui. —

Simone Gagliardi

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