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Portuense nelle zone nobili con i vecchietti terribili

Alessandro Bassi
Portuense nelle zone nobili con i vecchietti terribili

La difesa dei rossoneri è blindata dal 34enne Vecchiatini: «Ma qui si costruisce il futuro dando fiducia anche ai giovani»

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PORTOMAGGIORE

La Portuense gioca a calcio. E lo fa piuttosto bene, concedendo abbastanza poco agli avversari. Merito anche di una coppia centrale di grande esperienza. In tantissime squadre sarebbe considerato un nonnetto. In quella in cui milita ora, la Portuense, Marcello Vecchiatini è l’elemento... meno esperto della coppia centrale: 34 anni contro i 36 di Paolo Macchia: «Beh, alla fine mi sembra una coppia comunque efficace, non vi sembra?».

la cometa

Vedere agitato Vecchiatini è frequente come il ritorno della cometa di Halley. «Conosco Paolo da tanto tempo. Ci ho giocato assieme nel Rovigo. A parte tutto il discorso tecnico, è un amico. Questa estate mi aveva chiamato chiedendo se volevo andare in rossonero. Il Gualdo, dato che ci giocavo, aveva la precedenza ma ha fatto altre scelte e sono stato contento di venire qui. E sono assolutamente felice di averlo fatto. Ho trovato un buon ambiente, un bel gruppo di giocatori, un bravo allenatore e la capacità di ragionare in termini di costruzione del futuro tramite i giovani del vivaio». Dicono che forse non farete tanti gol, ma che riuscire a farvene è maledettamente difficile… «Credo sia una conseguenza del nostro tipo di gioco. Noi puntiamo sempre a costruire, ad attaccare gli spazi. Paradossalmente, in certe partite, abbiamo pagato proprio l’intenzione di costruire: magari avessimo buttato via la palla o ci fossimo barricati, poteva venire qualcosa di più. Ma in fondo mi va bene così si lavora, si costruisce e si cresce».

il grupp0

Un gruppo di vecchietti terribili a Portomaggiore. «Ci siamo io e Macchia, poi Braiati che però ha tanti problemi fisici e Saugo. E poi, invece, tanti giovani. E l’assicuro: ho visto subito, poi me lo hanno dimostrato, che sono ragazzi fortissimi sul piano tecnico tattico ma anche delle persone a postissimo sul piano umano». La Portuense era partita per una salvezza tranquilla, ora è in buona posizione: «L’importante è giocare partita per parti. Poi ci prendiamo un momento, più avanti, per vedere cosa a che traguardi ambire». –

Alessandro Bassi

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