Scacchiera Spal. Attacco in fascia e densità in mezzo
Contro i Cagliari sabato 10 novembre a Mazza (ore 18) un match che richiede massima attenzione. Primo tassello la difesa: Vicari contro l'ariete Pavoletti
FERRARA. Sulla scacchiera una serie di mosse, giusto per confermare quanto il calcio italiano sia tatticamente il più evoluto. Spal contro Cagliari di sabato 10 novembre “cade” in un momento complesso da decifrare. In classifica un solo punto di differenza (a favore dei sardi: 13-12), ambizioni sostanzialmente simili: la salvezza. Eppure, psicologicamente, il divario pare ampio. Biancazzurri mortificati da un momento buio (sei sconfitte nelle ultime sette partite), rossoblù vincenti in casa con le pari ruolo e coraggiosi la settimana scorsa in casa Juve. Il loro un ko incoraggiante, quello spallino a Roma (sponda Lazio) un crollo preoccupante.
Saracinesca. La Spal sta incassando troppi gol, con l’aggravante che parecchi non nascono da prodezze altrui. Bensì da amnesie tutte fatte in casa. Arriva il Cagliari che ha gamba e ruvidezza. Uno dei pericoli maggiori è Leonardo Pavoletti, tipino che - come direbbe il tecnico milanista Gattuso - “ha il veleno addosso”. Se arriva un pallone aereo, lui nove su dieci lo indirizza verso la porta. Rispetto all’anno scorso il Cagliari gioca di più per arrivare al cross e Pavoletti risponde presente, tanto è vero che potrebbe essere convocato dal c.t. Mancini. Sarà Vicari, in una Spal che ultimamente sta soffrendo pene indicibili sui palloni alti, a doversi principalmente prendere cura del “puntero” sardo. Di solito, quando ha un punto di riferimento preciso, Vicari si trova a suo agio. Nella battaglia di fisico regge, sui contrasti a palla bassa il tempismo non gli fa difetto. Però è la contraerea che dev’essere attiva a pieno regime e una mano, necessariamente, deve giungere da Felipe che avrà il compito fondamentale di coprire il lato debole. Le spalle di Vicari. La tenuta dietro il primo perno.
Terra di mezzo. Il gioiello sardo è Barella, ragazzo di corsa che fa molta prosa e meno poesia. Tignoso di sicuro, visione di gioco in crescita. In verità spaventano molto di più le caratteristiche di Lucas Castro e Joao Pedro, centrocampisti con chiara vocazione offensiva. Agiscono dietro Pavoletti: Castro rimane più arretrato, parte da sinistra e veleggia a destra. Mobile tra le linee, laddove la Spal spesso soffre e non fa scattare le “coperture preventive” come spiegano i tecnici. Necessita densità nel mezzo. Missiroli dovrà applicarsi al massimo per non perdersi Castro quando andrà ad imbucarsi. Ma ancora più bravo dovrà essere Fares, che non sempre ha i tempi giusti. O avanza in leggero ritardo oppure non copre celermente lo spazio. Rimane che il compito di chiudere a sinistra è suo. Soprattutto, però, dovrà essere Schiattarella a non dare “aria” a Joao Pedro che naviga sulla trequarti. Pronto a calciare da fuori (il tiro potente non gli manca e al Mazza si ricorda il 2-0 all’incrocio dell’anno passato). “Schiatta” dovrà obbligatoriamente chiudere le linee di passaggio, confidando poi nell’intesa con Cionek che avrà il destino di prendere in consegna il brasiliano quando salirà per affiancarsi a Pavoletti.
Davanti. La Spal ha due armi che possono far sbandare i sardi: Fares e Lazzari. Perché sulla linea ci sono Srna (a destra) e Padoin (sulla corsia opposta) che non hanno il passo per reggere sprint su sprint. Sabato i biancazzurri si chiede meno giro palla lento a favore di uno smistamento rapido sulle corsie per avanzare d’infilata. Valdifiori mandi un messaggio. —
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