Taborda avverte il Sama: «Siamo primi ma non sarà una stagione tutta in discesa»
L’INTERVISTAQuattro giornate di campionato e tre partite. Non c’è voluto tanto al Sama per arrivare al primo posto del girone, nonostante il calendario abbia già proposto ai portuensi il turno di...
L’INTERVISTA
Quattro giornate di campionato e tre partite. Non c’è voluto tanto al Sama per arrivare al primo posto del girone, nonostante il calendario abbia già proposto ai portuensi il turno di riposo. Un primo segnale che di avversarie di livello sembrano essercene poche quest’anno sulla strada che porta ai playoff. Facciamo il punto con il coach dei gialloblù.
Guillermo Taborda, il vostro destino di regina del girone sembra già scritto, fin da questi primi turni...
«Ma no, c’è ancora tanto da giocare. Ho visto tra i risultati delle altre partite tanti 3-2, significa che il girone è tosto, che un po’ tutte le squadre sono ben attrezzate: ci sono giocatori di buona tecnica e squadre tatticamente ben preparate».
Un girone di diverso tipo rispetto allo scorso anno?
«Ma sì, perché l’anno scorso possiamo dire che c’erano due squadre ben superiori alle altre e tutti lo sapevano. Così succedeva spesso che le avversarie, perso un set contro di noi, poi mollavano un po’ e le partite erano in discesa. Quest’anno il girone è quello delle squadre emiliane e toscane: si farà fatica a giocare in certe palestre piccole, ma soprattutto, lo ripeto, ci sono giocatori e tecnici preparati».
Altro aspetto diverso è la rosa che ha a disposizione. Possiamo pensare che, se arriveranno i playoff, la conclusione potrà essere positiva?
«L’anno scorso siamo arrivati alla fine non stanchi fisicamente, bensì mentalmente. Quest’anno la rosa è più lunga e, come già detto, possiamo avere anche un piano B per il sestetto, se qualcosa non dovesse funzionare per il verso giusto».
Che sia aumentato il livello rispetto allo scorso anno è un fattore casuale oppure indica qualcosa per il movimento pallavolistico?
«No, assolutamente casuale, soprattutto frutto del girone in cui siamo, come dicevo. La pallavolo maschile versa in una grave crisi: mancano ragazzi che vogliano giocare e per quelli che giocano, poi, manca la voglia d’impegnarsi a fondo personalmente e migliorare. Un bel problema sociale, perché tocca la sfera educativa, di quello che si fa in famiglia. La pallavolo femminile va meglio perché almeno lì non mancano le ragazze che vengono in palestra, anche se poi vanno allenate e non solo a giocare a pallavolo. A Portomaggiore abbiamo detto alle nostre giovani e alle loro famiglie: noi vi insegneremo a giocare, ma anche a prendere delle decisioni in campo, da sole».
A Portomaggiore come va il settore giovanile?
«Nel settore maschile, purtroppo, ci sono pochi ragazzi, tutti vogliono giocare a calcio o fare sport individuali. Con le femmine le cose vanno meglio: ma lo dico da anni ai dirigenti qua, il futuro è la pallavolo femminile».
A breve termine, però, c’è questo Sama già in testa alla classifica, con una squadra di giocatori esperti...
«Questo è quello che possiamo fare per stare ad alto livello. Però, abbiamo un giovane molto interessante come Gaia, che è un buon prospetto per la pallavolo. Ferrara, per esempio, ha puntato sui giovani e ha fatto bene, a patto che abbia la pazienza di aspettare almeno tre mesi per avere risultati».
Invece in casa Sama si punta alla promozione...
«È presto per parlarne, pensiamo a stare più in alto possibile. Pensiamo a una partita alla volta: pensiamo a Fucecchio, che sarà nostro avversario sabato prossimo». —
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