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Morea ha fatto pace col basket professionistico e si sta togliendo enormi soddisfazioni come vice allenatore a Brindisi nella massima serie 

«Seguo con interesse la Bondi dei giovani Baltur, questa stagione le rimarrà dentro»

Lorenzo Montanari
«Seguo con interesse la Bondi dei giovani Baltur, questa stagione le rimarrà dentro»

l’intervistaTarantino di nascita, ferrarese d’adozione. Moglie e figli, infatti vivono in città. Ora Alberto Morea lavora a Brindisi, dove è il vice del coach Frank Vitucci. C’è grande passione in...

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l’intervista

Tarantino di nascita, ferrarese d’adozione. Moglie e figli, infatti vivono in città. Ora Alberto Morea lavora a Brindisi, dove è il vice del coach Frank Vitucci. C’è grande passione in terra pugliese, dove l’ex Kleb Erik Rush è fra gli assoluti mattatori del più che positivo avvio di stagione brindisino: oltre 8 punti a gara in più di 16’di media per Erik. Morea guarda, osserva da lontano la Bondi, la 2G Vassalli di C Gold e la Baltur Cento. «La domenica sera, quando guardo i risultati, guardo con affetto Mantova – dice Morea –, per ovvi motivi legati ad Alberto Seravalli; con simpatia Montegranaro e con curiosità la Bondi per vedere che cosa riesce a fare ogni anno con delle dinamiche differenti».

Che ci dice del Kleb?

«Che in A2 la classifica deve sgranarsi ancora molto e ci sono squadre che magari sono partite facendo parte sulla carta di quelle 4-5 squadre importanti che però sono ancora in fase di rodaggio, mi viene in mente Verona, che alla fine arriverà».

«La Bondi? La filosofia è chiara: grande responsabilità sulle spalle di Swann e Hall, americani di altissimo livello per la categoria, ai quali vanno aggiunti italiani già conosciuti. Interessante è dare la possibilità a giocatori giovani di poter dire la propria, molto passerà dalla crescita dei giovani».

Parliamo di Cento...

«Americani quali Mays e White importantissimi. A Cento c’è un discorso dirigenziale molto forte, una direzione presa, uno zoccolo duro di tifosi capaci di seguire la squadra ovunque. La stagione da neopromossa è un qualcosa che ti rimane dentro e ti può dare delle energie extra. Ho seguito il derby, ne parlavo proprio con Paolo Calbini, perché quella domenica affrontavamo Pesaro. Adesso vinci due gare e ti ritrovi in una parte del tabellone, ne perdi due e ti ritrovi dall’altra parte. Devo dire che seguo anche l’altra Ferrara…».

Anche qua, progetto giovani della Vis 2008 con dei giocatori esperti e importanti.

«La seguo grazie ai rapporti con Adriano Furlani e Mario Capozza: mi sembra, per Ferrara, un progetto interessante. Poter dare campo a questi giocatori che escono dal settore giovanile e possono trovare spazio fra i senior».

A Brindisi avete cominciato bene la stagione...

«Il momento è positivo, vogliamo disputare una stagione serena, salvandoci il più presto possibile per poi essere leggeri. Abbiamo fatto buoni risultati, anche contro dirette concorrenti, così l’ambiente è ancora più entusiasta. All’interno della squadra una forza è rappresentata dal fatto che ci sono diverse connessioni, fra giocatori, allenatori e giocatori: alla fine è stato più semplice lavorare su un aspetto fondamentale, che è la creazione del gruppo, che ti aiuta a superare dei momenti complessi. Da questo punto di vista siamo fortunati e bravi a rispettare questo andamento. Siamo partiti come volevamo».

A Brindisi come si trova?

«Dal punto di vista professionale, bene. Con coach Vitucci c’è un ottimo rapporto, ogni tanto ci ritroviamo a raccontarci aneddoti di Mario De Sisti e Marco Calamai. Tutto bene, avevo bisogno di fare “pace” con la pallacanestro senior. È un’ottima occasione per restare nel vivo del gioco».

Erik Rush ha iniziato alla grande la stagione.

«È stato bravissimo, anche perché è arrivato senza nessuna aspettativa da parte sua e del club. Grazie al suo modo di essere e di lavorare, già in precampionato piano piano si è ritagliato un ruolo importante mettendoci, fra virgolette, in difficoltà. Cercavamo un altro lungo, ma Erik gioca in ogni ruolo: bravo lui ad adattarsi alle nostre esigenze. Rush sta facendo bene e non devo certo presentarlo io a Ferrara». –

Lorenzo Montanari

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