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Spal col Cagliari per riannodare il filo. Al Mazza la vittoria manca da due mesi

Paolo Negri
Lazio-Spal, Luiz e Antenucci
Lazio-Spal, Luiz e Antenucci

L’ultimo successo interno data 17 settembre. E dopo 6 ko nelle ultime 7 gare appare basilare ottenere i 3 punti

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FERRARA. Vincere. Vincere a tutti i costi. Non perdere. Cosa è più importante per la Spal oggi alle 18 al “Mazza” contro il Cagliari?

Le opinioni divergono. Nel senso che c’è chi sostiene che l’essenziale, in gare del genere, sia muovere la classifica. Quindi anche il punto andrebbe bene. Dall’altro lato i partigiani della necessità di tornare al successo e di ottenerlo con qualsiasi mezzo lecito, che sia l’agonismo piuttosto che il gioco, o un sano mix delle due componenti. Perchè una squadra che nelle ultime 7 gare ha raccolto 6 sconfitte (a fronte di 1 vittoria) deve necessariamente riannodare il discorso con l’affermazione. Soprattutto in coincidenza con una gara casalinga e contro un avversario di pari fascia in classifica Il Cagliari ha 1 punto più dei biancazzurri. Ma è ottima squadra, con individualità notevoli ed assetto tattico performante.

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La fase è decisamente buona, 7 punti nelle ultime 4 partite: solo l’ultima è stata persa, ma in casa della Juventus ed esprimendo bel calcio. Insomma, la Spal dovrà stare molto attenta ed esibirsi al livello dei suoi giorni migliori, se vorrà conquistare il risultato. Che, diciamolo, sarebbe opportuno e benvenuto. Perchè dopo tre sconfitte interne consecutive (Sassuolo, Inter e Frosinone) ed un hurrà che manca dal 17 settembre (2-0 all’Atalanta) il popolo si aspetta qualcosina di positivo.

Perchè il trend attuale va invertito. Perchè la graduatoria va di nuovo alimentata. Perchè bisogna conservare o incrementare il vantaggio sul terzultimo posto, contando anche sul fatto che l’Empoli (che lo occupa, sottobraccio col Frosinone, a –6 dai biancazzurri) se la vedrà domani con l’Udinese (a quota 9): uno scontro diretto da cui la Spal, facendo il suo, deve trarre profitto. Facendo il suo, appunto. Che in primis significa una prestazione di ben altro spessore, di altri contenuti, rispetto a quelle più recenti con Frosinone e Lazio, dopo che le prove con Inter e Roma – al di là dei diversi risultati – avevano mandato ben altri segnali. Va riannodato il filo con cuore, determinazione, solidarietà, compattezza, identità, agonismo, concretezza, solidità. L’analisi del risultato sarà figlio di quella della prova. Di certo, a priori, l’obiettivo deve essere la vittoria, non ci si può accontentare preventivamente. E serve un segnale forte.

Mister Semplici non avrà lo squalificato Everton Luiz, ed un Valoti in fase di recupero. Ma tornano a disposizione i vari Djourou, Kurtic e Schiattarella. Soluzioni in più, dunque. Mai come questa volta, però, più che i singoli conterà l’atteggiamento del collettivo. —


 

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