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Gioia e amarezza ma sugli spalti non si molla mai

Gioia e amarezza ma sugli spalti non si molla mai. LEGGI L'ARTICOLO
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Gioia e amarezza ma sugli spalti non si molla mai. LEGGI L'ARTICOLO

Tifo incessante, esplosioni di felicità per le reti di Petagna e Antenucci. Nonostante la rimonta il feeling tra la Spal e il suo popolo si rinnova

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FERRARA. L’illusione c’è stata, così come la prestazione. Ed è un vero peccato. Perché un pubblico così avrebbe meritato una piena soddisfazione, che in casa manca da metà settembre (Spal-Atalanta). Il popolo della Spal aveva raggiunto il “Mazza” nel pomeriggio di ieri con il solito, necessario anticipo, utile a ovviare intasamenti e code. Cornice assai importante, con la quota 13.000 spettatori che ormai viene ampiamente superata di default. Nel settore ospiti, invece, circa cinquecento fedelissimi del “Casteddu”, giunti dalla Sardegna o comunque residenti per lavoro nella nostra zona. Il nucleo principale dei tifosi rossoblù si è come sempre compattato dietro il principale stendardo del gruppo storico degli “Sconvolts”. Per il resto, non troppe bandiere presenti, se non qualcuna raffigurante i quattro mori.

Nel pre-gara le squadre vengono accolte dagli applausi delle rispettive tifoserie, mentre l’impianto di amplificazione propone diversi brani musicali, tra cui la sigla della serie televisiva spagnola “La Casa De Papel” (My Life Is Going On, di Cecilia Krull). Con il trascorrere dei minuti scende sensibilmente la temperatura e un venticello fastidioso soffia dentro il gioiellino biancazzurro di corso Piave. La Curva Ovest scalda i motori con un “Alè, alè, Ferrara, alè, alè” accompagnato da tante mani al cielo e dallo sventolio di numerosi vessilli. Un potente “Forza vecchio cuore biancazzurro” avvicina al fischio d’inizio di Doveri. Le formazioni entrano in campo nella bolgia di Ferrara, con le sciarpe che si alzano al cielo disegnando il solito dipinto rettangolare a tinte biancazzurre.

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La squadra in campo parte bene e la zuccata di Petagna fa esplodere lo stadio dopo soli tre giri di lancette. Seguono cori e battimani. “Questo è un canto d’amor che ci viene dal cuor” e la Spal va vicina al raddoppio. Il frastuono è di quelli seri, il suono di “Per la Ovest facci un gol” dura oltre dieci minuti. In gradinata qualcuno si spazientisce per qualche scelta “rallentata” di Fares e Petagna. Il Cagliari prende campo, si soffre cantando e il primo tempo si chiude con la squadra al riposo sopra di una rete. I bar cominciano a servire le prime bevande calde di stagione e con il vicino di posto si commentano i primi 45’ di gioco. La ripresa si apre con un “Forza Spal! ” e con diversi altri tipici incitamenti della Curva seguiti anche dal resto dello stadio. Anche i tifosi del Cagliari, vedendo la propria squadra crederci, provano a farsi sentire. A 20’ dalla fine Antenucci scuote meravigliosamente la rete sotto la Ovest, che esplodez di gioia. 2-0 e tutti a casa? Magari.

Purtroppo il Cagliari in meno di cinque minuti trova il pareggio: stavolta è il settore dei sostenitori sardi a far festa. Palla nuovamente al centro e situazione di parità che comunque non sfiducia il tifo ferrarese a cantare come prima. Nel finale la Spal ci prova, mentre il Cagliari tenta di conservare il punto. Finisce così, con la gente della Spal che applaude comunque la squadra nel tradizionale reciproco saluto finale. —

Alessio Duatti
 

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