Lo strano paradosso del «meglio non aver vinto» e gli equivoci in porta e regia
l’analisiMister Semplici al termine della partita della Spal con il Cagliari ha fatto una dichiarazione paradossale: «Meglio non aver vinto, perchè in caso di successo ci sarebbe stato chi - non al...
l’analisi
Mister Semplici al termine della partita della Spal con il Cagliari ha fatto una dichiarazione paradossale: «Meglio non aver vinto, perchè in caso di successo ci sarebbe stato chi - non al nostro interno - avrebbe iniziato ad illudersi, a parlare di altri obiettivi. La nostra classifica è questa, lottiamo per salvarci. Chi pensava altro, si sbagliava».
chi vuole, intenda
Più o meno le parole sono state queste. Ovvio che fosse una boutade, Semplici avrebbe gradito vincere, eccome. Infatti gli frullavano non poco. Il suo è stato un messaggio. In realtà, crediamo che nessuno si sia mai illuso. Di niente. È evidente che la metta della Spal dovesse essere, e tale rimanga, la pura salvezza. Era però lecito pensare che si potesse leggermente alzare l’asticella. Nel senso di puntare ad una salvezza meno sofferta di quella della scorsa stagione. Tutto qui. Invece, la Spal si è un po’ incartata, va a strappi. Straordinaria con l’Atalanta, convincente con l’Inter, corsara nella Roma giallorossa. Pessima a Firenze e nell’Olimpico laziale, per non parlare della gara col Frosinone. In evidente ripresa col Cagliari. Ma non è bastato. Così il fieno messo inizialmente in cascina viene buono adesso: 9 punti nelle prime 4 gare; 4 punti nelle ultime 8 partite. Stridente diversità di rendimento, quando su quella base - e con ben maggiore esperienza rispetto all’anno scorso - si sarebbe potuto costruire qualcosa di più solido.
Evidentemente ci sono mancanze che sul medio periodo sono emerse. E che hanno finito per inficiare il rendimento.
riflessioni
Per non parlare di qualche equivoco. Da quello del portiere (Gomis-Milinkovic-Gomis-Milinkovic-Gomis nelle ultime cinque gare) a quello del regista. In quest’ultimo ruolo Semplici ha battezzato Schiattarella, con logiche motivazioni che affondano le radici nella svolta crotoniana della scorsa stagione. È però stato acquistato Valdifiori, specialista del ruolo, e che può giocare solo lì. Ed in rosa è rimasto Viviani, l’anno scorso a lungo inamovibile. Venerdì, in conferenza pre-gara, Semplici (di solito molto misurato, diplomatico) ha escluso con insolita e netta decisione che Viviani potesse tornare in gioco, anche in penuria: «No, nel suo ruolo è chiuso da Schiattarella e Valdifiori». Sentenza senza appello. Ma allora perchè Viviani è stato riscattato a 3 milioni e 300.000? Perchè poi è stato acquistato Valdifiori? Perchè Viviani è finito totalmente ai margini? Forse perchè ha rifiutato un trasferimento? E perchè, se gioca Valdifiori centrale e Schiattarella mezz’ala, quest’ultimo si accentra e prende bacchetta fino a quando Valdifiori è sostituito, entra una mezz’ala e Schiattarella si installa ufficialmente nel cuore del gioco?
Non sono i motivi degli alti e bassi spallini. Ma sono dettagli che forse meritano una riflessione. —
P.N.
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