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«Baltur a testa alta, a Udine non poteva fare più di così»

Simone Gagliardi
«Baltur a testa alta, a Udine non poteva fare più di così»

Il presidente Fava analizza lo stop in Friuli: contro una corazzata ci può stare Ora, però, chiede il ritorno al successo, in casa nello scontro diretto con l’Assigeco

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CENTO

Una buona Baltur regge per 30’ abbondanti all’urto dell’Apu Gsa Udine, che lavora ai fianchi l’avversario con rotazioni di livello assoluto, alla fine determinanti per l’esito del match. Udine nel corso dei 40’ ha più volte tentato la fuga, sempre ripresa dalla Baltur, rimasta a due o tre possessi fino al 35’. Un passo avanti evidente rispetto, per esempio, alla trasferta di Ravenna, dove il divario con l’avversario era parso più evidente. Nessun dramma, uscire dal Carnera a testa alta è risultato apprezzato anche dal presidente Gianni Fava. Vincere è un’altra cosa, ma, in queste condizioni, ancora senza il capitano e contro una corazzata come Udine che può ruotare dieci uomini, ci si può anche accontentare. Perché in fondo le partite da vincere per raggiungere la salvezza, anzitempo, sono altre.

CORTESE SÌ, REATI NO

«Una sconfitta più che onorevole - analizza il giorno dopo a freddo il numero uno della Benedetto XIV -, abbiamo giocato alla pari di Udine per larghi tratti: non fosse stato per quel tiro di tabellone sulla sirena, saremmo stati ancor più vicini all’intervallo. Anche nel terzo quarto abbiamo continuato a restare lì, attaccati a loro. Alla fine ha pesato molto la quantità di giocatori del roster di Udine, ha pesato la stanchezza. Peccato, non tutte le serate possono essere uguali: a volte i tiri entrano, altre no. Cortese, quando è andato in trance agonistica, ha infilato una striscia importante; a noi è mancata quella di Reati, che domenica ha fatto più fatica, ma su di lui hanno difeso molto forte».

ARBITRi e medici

Senza polemiche, Fava fa notare l’aggressività difensiva, spesso al limite, dei friulani: «Molto bravi loro a difendere forte, però l’arbitraggio mi è parso un po’ casalingo. Senza nulla togliere a Udine, che ha vinto in un palasport con 3.500 persone, White in almeno un paio d’occasioni non è stato molto tutelato, alcuni falli su di lui in entrata mi son parsi evidenti: il metro arbitrale ci ha un po’ penalizzato. Comunque, siamo tornati a casa da Udine a testa alta, il bicchiere è senza dubbio mezzo pieno. È la conferma che la Baltur può fare bene. Ora dobbiamo recuperare Benfatto, per avere un’alternativa sotto, dove dobbiamo registrare la grande prestazione di Adama Ba, sicuramente la sua miglior prova dell’anno (8 punti e 7 rimbalzi in 17’, ndr), sebbene si fosse scavigliato giovedì; ci teneva, voleva esserci: devo fare i complimenti al nostro staff medico. Ba è in crescita, può darci un aiuto importante».

IL FUTURO

Archiviata Udine, già si guarda a domenica, quando il calendario propone la sfida a San Lazzaro contro una diretta concorrente, l’Assigeco Piacenza, che domenica se l’è giocata fino alla fine con la Fortitudo: «Questa è una partita da vincere, uno scontro diretto. Domenica l’Assigeco ha condotto fino a poco dalla fine contro la Fortitudo: mi vien da dire che non sarà una partita facile, ma giochiamo in casa e non possiamo permetterci passi falsi. Se perdessimo, dovremmo recuperare in trasferta, dove vincere è difficile ovunque, in un campionato dove non si può dare niente per scontato».

Oggi primo allenamento settimanale e a ranghi completi. Nella speranza che capitan Benfatto faccia progressi: la Baltur ne ha tanto bisogno. —

Simone Gagliardi

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