Nell’orizzonte Spal avversarie in crisi di nervi
Molte panchine delle pericolanti stanno per cambiare. L’Empoli s’è messo avanti: con Iachini addio al joga bonito
FERRARA. «La nostra classifica deve darci la serenità di lavorare per crescere e migliorare» scrive Leonardo Semplici sul profilo Instagram. Il mantra del “crescere” e “migliorare” fa parte da sempre del bagaglio dialettico del tecnico Spal. E il riferimento alla posizione in graduatoria non è casuale, perché in effetti analizzando asetticamente il cammino biancazzurro nelle prime dodici giornate di campionato è difficile storcere il naso. L’anno scorso, allo stesso punto del cammino, la truppa estense aveva 9 punti.
Adesso ne ha portati a casa 13 ed è in orario per l’appuntamento salvezza. Di certo, s’è già detto molteplici volte, l’avvio di stagione faceva pensare ad un percorso più lineare con minori cadute. E l’ultima gara che ha preceduto la sosta è di ardua catalogazione: sul 2-0 col Cagliari a metà ripresa, diventa difficile digerire il pari buscato in meno di tre minuti. Di certo in queste ore c’è chi sta peggio. Anzi, sul fondo del calderone c’è molta ebollizione. Approfittando della pausa, svariati club stanno effettuando profonde riflessioni sui rispettivi allenatori. La Spal, dopo il viaggio in casa dell’uragano Juventus, avrà il compito di fare punti con Empoli, Genoa, Chievo e Udinese. Sfide dirette contro rivali che potrebbero essere molto ma molto diverse da come appaiono ora. E la Spal, che tre giorni fa aveva sei punti di margine sulla zona rossa, adesso ne può difendere solo quattro.
Genoa 14 punti
L’esonero di Ballardini, un mese fa, ha stupito. Anche se conoscendo le strane vie che percorre il presidente Enrico Preziosi nulla dovrebbe essere ritenuto stupefacente. Il Grifone teneva una rotta lontana dai guai. Con Piatek che segnava a raffica. Vai a capire il perché: via Ballardini ed ecco Ivan Juric. Richiamato per la terza volta in rossoblù, un’odissea tra esoneri e redenzioni. Morale: Piatek è finito in panchina, il Genoa ha perso smalto e partite. Posizioni in classifica e serenità. La curva contro il Napoli ha contestato la proprietà con furore. Domenica notte mister Juric era ad un passo dall’esonero. Ieri mattina, poi, Preziosi è stato perentorio: «Ampia fiducia a Juric». Vabbè, ampia... Diciamo fino a domenica 25 quando si giocherà il derby. Intanto è stato contattato Igor Tudor, l’anno scorso subentrato a Udine al posto di Oddo.
Udinese 9 punti
Ecco, i friulani. Julio Velazquez sembrava il profeta venuto dal sottobosco del calcio spagnolo. Seguito sottotraccia da almeno un anno dalla famiglia Pozzo e chiamato in Friuli per proporre il nuovo. Insomma... Il ko con l’Empoli dell’altro giorno gli è stato fatale. Già traballava dopo la caduta al 97’ col Milan, figurarsi la delusione per avere ceduto contro la terzultima in classifica. La verità è che imbottire la rosa di stranieri, investendo poco, prima o poi rischi di pagarlo. Francesco Guidolin, storico ex, ha declinato l’invito di tornare in panca. Davide Nicola (l’anno scorso al Crotone) parrebbe nel monitor friulano assieme a Massimo Carrera. Oppure Sanchez Flores: della serie uno spagnolo tira l’altro.
Chievo punti 0
I gialloblù clivensi, da questa estate, sono garanzia di copertina. Prima la penalizzazione per le plusvalenza fittizie, poi l’esonero di mister D’Anna che pilotava un gruppo per nulla rinforzato e che s’era salvato a stento poche settimane prima. Quindi l’offerta a Gian Piero Ventura reduce dalla più seria debacle di sempre del calcio azzurro. Col Chievo tre sconfitte e il pari di domenica racimolato col Bologna. E sceglie il momento. Va negli spogliatoio e dice ai calciatori: “Ragazzi me ne vado, questione ambientale”. Non aveva lasciato l’Italia dopo la mancata qualificazione ai mondiali, lascia Verona con altri diciotto mesi di contratto.
Spiazzato il presidente Campedelli, che visto il periodo stava pensando più alla fabbrica di pandori che a dover nuovamente prendere in mano il dossier allenatore. Vuole parlare con Ventura stesso, prima di accettare l’addio. Intanto Sergio Pellissier, ex spallino e clivense di lunga data, la tocca piano: «Un’estate pesante con il problema plusvalenze, un inizio di stagione da dimenticare e per dire che non c’è mai fine al peggio le dimissioni di un mister che dal primo momento che è arrivato se ne voleva già andare. Pazzesco! In 22 stagioni da professionista pensavo di aver visto tutto ma sono costretto ad ammettere che c’è sempre qualcosa di nuovo. Comunque al Chievo siamo abituati ad essere sempre in difficoltà e ne usciremo a testa alta alla faccia di tutti quelli che in questo momento si stanno divertendo alle nostre spalle. Chi ama questa squadra non la può abbandonare solamente perché le cose vanno male, non è così che si fa, non fate come Ventura». Mimmo Di Carlo, visto al Mazza sia per le gare col Frosinone che con il Cagliari, è tra i candidati alla successione. Si vocifera pure della richiamata per D’Anna o di un clamorosissimo ritorno in pista di Alberto Malesani. In lista anche il profilo di Serse Cosmi.
Luna di miele e cambi
A Bologna continua la luna di miele con Pippo Inzaghi, sempre in lite con i risultati ma tuttora acclamato dal popolo rossoblù. Rafforzata la posizione di Moreno Longo al Frosinone, sull’orlo dell’esonero proprio a Ferrara. Poi la Spal ha gentilmente concesso i tre punti e il trainer ha puntellato la posizione. Da lì pari a Parma e 1-1 con la Fiorentina colto nel finale con sassata di Pinamonti. Ha cambiato l’Empoli che al joga bonito di Andreazzoli ha preferito il pragmatismo di Beppe Iachini. Esordio con vittoria sull’Udinese e allenatore subito sul pezzo: «C’era grande tensione, abbiamo giocato col freno a mano tirato. Voglio di più». I toscani saranno al Mazza sabato 1 dicembre per un infuocato scontro diretto. Il ruvido della battaglia salvezza. —
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