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Arbitri in rivolta pure a Ferrara «Situazione molto difficile»

Giuliano Barbieri
Arbitri in rivolta pure a Ferrara «Situazione molto difficile»

Dopo la violenza di domenica a Roma è salita la protesta a livello nazionale Il presidente Droghetti: «Da noi fenomeni per ora assenti ma Il rischio esiste»

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FERRARA

Domenica scorsa durante una partita del campionato di Promozione del Lazio, Virtus Olympia contro Atletico Terranova, due ultrà hanno aggredito alle spalle l'arbitro Riccardo Bernardi facendolo cadere a terra privo di conoscenza.

fatti e reazioni

L'arbitro è stato ricoverato al Policlinico Umberto I, dove è ancora in osservazione, perchè gli è stata diagnosticata una commozione celebrale ed un taglio alla nuca suturato con tre punti. La sezione Aia del Lazio ha deciso di bloccare tutti i campionati dilettantistici, dall'Eccellenza a quelli giovanili. Dall'inizio di questa stagione è stato il 51º caso, in Italia, di violenze contro un arbitro e per contrastare questo triste fenomeno il Governo ed i vertici della Figc e dell'Aia hanno annunciato sanzioni severe.

«Sono tra quelli - spiega Giampaolo Droghetti, presidente della sezione Aia di Ferrara - che ha sottoscritto l'appello indirizzato al nostro presidente nazionale, Marcello Nicchi, perchè venga posto un freno ad una situazione che diventa sempre più difficile. Non è possibile che gli arbitri oltre ad essere sottoposti, ad ogni partita, ad insulti verbali siano anche minacciati ed esposti a percosse. Ci vogliono pene più severe verso giocatori, dirigenti e tifosi che superano il limite del buonsenso. Come il giocatore sbaglia il rigore anche l'arbitro commette degli errori perchè è un essere umano e non un robot. Recentemente ho fermato per due giornate un mio arbitro, per un errore: non l'ho fatto per punirlo ma per spiegargli dove ha sbagliato e come non ripetere più lo stesso errore. Questo è il modo per crescere e imparare. Invece l'arbitro è sempre sotto la gogna mediatica, mai capito e sempre condannato».

malessere

Allarghiamo il discorso. All'interno della sezione come si reagisce quando si apprende di un arbitro malmenato? «Cresce il malessere - continua Droghetti - perchè se è vero che servono pene certe è anche vero che ora ci sono norme che, purtroppo, non vengono applicate. Attualmente ci sono 24 ragazzi che stanno facendo il corso da arbitri, quando arrivano notizie di episodi di violenza non so cosa dire a questi ragazzi ed ai loro genitori. Nel Ferrarese non ci sono, al momento, fenomeni di violenza nei confronti degli arbitri. Però il rischio esiste. Quando arbitriamo dobbiamo rispettare le società che ci accolgono ma chiediamo anche rispetto. Settimanalmente dobbiamo garantire la direzione arbitrale di oltre un centinaio di partite. Ricordo solo che senza l'arbitro non si gioca. Se propria non vogliono rispettarci, si fa per le altre componenti del calcio, spero che almeno nei nostri confronti ci sia un po’ più di tolleranza». —

Giuliano Barbieri

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