Bel mix biancazzurro: veterani sì però la linea verde ha un peso
la statisticaMarco Nagliati / ferraraCome Diogene cercava l’uomo alzando una lampada scrutando l’orizzonte, gli allenatori delle squadre di calcio sono alle ricerca di un punto di equilibrio. Un’esige...
la statistica
Marco Nagliati / ferrara
Come Diogene cercava l’uomo alzando una lampada scrutando l’orizzonte, gli allenatori delle squadre di calcio sono alle ricerca di un punto di equilibrio. Un’esigenza resa ancora più impellente dopo la mancata qualificazione ai Mondiali russi della scorsa estate e alla lenta risalita della nave azzurra verso posizioni più consone nel ranking internazionale. Far crescere i giovani (che vuol dire metterli in campo) e parallelamente ottenere i risultati. Perché a bocce ferme tutti bravi ad indicare la rotta ed a chiedere di spremere il massimo della fiducia nei baby, però poi quando accade di perdere mentre investi sul futuro piovono critiche ed esoneri. Tra due fuochi si vive malissimo: okay pensare al bene dell’italico pallone, ma poi c’è un posto e uno stipendio da proteggere.
margine di rischio
E poi qual è il confine del margine di rischio? Quanto aspettare un giovane e credere nelle sue potenzialità? Bilancino arduo da maneggiare. A Ferrara oggi gioca l’Under 21, con pochi che hanno un ruolo importante nelle rispettive squadre. Per la Spal c’è Kevin Bonifazi che spazio ne avrebbe avuto, se gli infortuni non fossero stati il pane quotidiano del difensore. Uno studio, reso noto dopo dodici partite di campionato, evidenzia come l’età media dei giocatori schierati da mister Semplici non sia esageratamente alta. Oh, non è bassisima (i biancazzurri sono al quindicesimo posto) però appare ragionevole l’inclinatura del piano su cui scorre la stagione. La squadra baby è la Fiorentina, che ha optato per il sentiero del coraggio per due sostanziali motivi: non coltiva feroci esigenze di classifica ed ha puntato su talenti veri (vedi Chiesa). Se ti batti per la sopravvivenza, così come per scudetto o Champions, è logico che esperienza e maturità si rendano indispensabili.
i pretoriani
La Spal sta miscelando una convincente programmazione, perseguendo la quadratura del cerchio. Per rimanere in categoria la scorza dura è necessaria, come s’è ben visto nel girone d’andata dello scorso torneo, ecco perché Cionek e Felipe, Schiattarella e Missiroli, Antenucci ed Everton Luiz sono pretoriani fondamentali. L’età media dei titolari biancazzurri è di 28,11 e proprio nel mezzo stanno Kurtic e Paloschi. Poi c’è il “domani”, l’altra faccia della medaglia. Investire sulla linea verde per portare a casa risultati adesso e plusvalenze da mercato domani. E non sono pochi i ragazìt schierati a piene mani e con responsabilità sulle gambe: Gomis e Milinkovic Savic, Vicari e Lazzari. Poi Fares, Valoti e Petagna. Tanta roba. Il lavoro di un club non è solo tre punti a partita. —
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