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rugby: test match a padova 

L’Australia mette l’abito bello Pochi esperimenti con l’Italia

Fabrizio Zupo
L’Australia mette l’abito bello Pochi esperimenti con l’Italia

Il ct Cheika richiama un paio di titolari e di “vecchi” per la sfida agli azzurri: «Sono una squadra solida». O’Shea conferma la formazione. Inizio alle 14.15

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PADOVA

Parla di «divertimento» e di «resilienza» pur nel rispetto di «una squadra solida come l’Italia specie nel reparto delle terze linee» capitan Hooper riferendosi alla sua Australia ieri al termine della rifinitura (captain’s run). Un po’ meno di resilienza ce la mette il suo commissariotecnico Michael Cheika che, nella notte, ha deciso due cambi per coprirsi, per rischiare meno oggi allo Stadio Euganeo di Padova (partita ore 15, diretta su DMax dalle 14.15, 20mila biglietti strappati) contro l’Italia di Conor O’Shea reduce dalla vittoria a Firenze contro la Georgia (28-17) che ha fugato mi timori di esclusione dal Sei Nazioni 2019 a favore dei georgiani.

A 24 ore dal primo annuncio ufficiale del XV dei Wallabies in campo un po’ troppo sperimentale (sette cambi rispetto il ko con il Galles, due esordienti e il ritorno in campo dopo due anni di Ashley-Cooper) Cheika ha deciso di non rischiare il 18enne Jordan Petaia al suo debutto, ufficialmente per un fastidio al bicipite femorale, richiamando l’ala Marika Koroibete, figiano di nascita e quasi 50 cap in Nazionale. In panchina per dar battaglia nella ripresa invece di Rory Arnold (15 cap) troverà posto Rob Simmons (86 cap, una finale e un bronzo mondiali), torre in touche e cagnaccio nel lavoro sporco.

Gli azzurri invece nel sole terso e nel vento gelido di ieri all’Euganeo (8° gradi previsti anche oggi) confermano il XV di Firenze con il recupero come estremo di ruolo di Jayden Hayward al posto di Sperandio. Testa rasata per le matricole Meyer e Tuivaiti (con un solo ciuffo spiovente salvato) e manca per la prima volta Sergio Parisse, volato a Parigi, presente in tribuna sabato prossimo a vedere gli All Blacks. Ritorno in azzurro stimato per il Sei Nazioni.

Quali consegne ha lasciato a Leonardo Ghiraldini, capitano con 98 cap e la fascia al braccio per la prima volta nella sua città?: «Non è facile per chi sta fuori intervenire per quanto importante sia il suo ruolo» ha detto il tallonatore ieri «con Sergio ci parliamo spesso. Anche la settimana scorsa ha dato il suo supporto senza essere invadente trovando i momenti giusti per farci sentire la sua vicinanza. Conosciamo le sue qualità tecniche e mentali: sappiamo che chi giocherà al suo posto in quel ruolo farà bene».

E contro questa Australia così “piena” di esperienza nel pack? «Quando le squadre si preparano contro di noi, si attrezzano in mischia. Sanno bene che la battaglia lì davanti è importante per noi. Vengono da un rugby molto intenso. A loro piace giocare molto il pallone. Davanti hanno grande consistenza, in rimessa grande qualità. La battaglia davanti sarà fondamentale ma non sarà abbastanza. Dovremo fare molto anche fuori in giro per il campo. È stata una settimana piena di allenamenti, senza trasferimenti e sappiamo cosa dobbiamo fare. Essere più precisi perché le occasioni di segnare a disposizione saranno più scarse rispetto alla Georgia». —



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