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Spal con la salvezza fra le mani Ma guai a sbagliare altri scontri diretti

Sergio Armanino
Spal con la salvezza fra le mani Ma guai a sbagliare altri scontri diretti

Il tonfo interno con il Frosinone pesa, eppure la media è ancora perfetta: in calendario altre quattro occasioni

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FERRARA

Corsa salvezza. Sì, perché è di questo che si parla per la Spal, tralasciando sogni, magari corroborati da un ottimo avvio di campionato, che tali erano e rimangono. Semmai, come si è sempre detto, almeno da queste colonne, una salvezza da raggiungere con meno apprensioni della passata stagione, per due ordini di considerazioni: la Spal - nel senso più ampio del termine, quindi società, staff tecnico e giocatori - non è più una debuttante nella massima categoria (fatti salvi i ricordi di un passato sin troppo lontano); l’organico si è rinforzato, per esperienza maturata e innesti.



Fatta questa doverosa premessa, entriamo nell’agone agonistico. Partendo, com’è ovvio che sia, dall’attuale graduatoria. Chi sono le antagoniste in questa fuga dagli ultimi tre posti?

La classifica, dopo 12 giornate, quindi circa a un terzo dell’intero torneo, è corta, anzi, cortissima: un paio di vittorie e si può agguantare una posizione di tutta tranquillità, un paio d’inciampi ed ecco l’orlo del baratro. Per carità, la strada è ancora lunghissima e, a metà percorso, ci sarà pure la sessione di mercato invernale, che potrà spostare equilibri, se non rivoluzionare i valori a confronto.

Tant’è, avventuriamoci nell’analisi della fotografia odierna e delle prospettive da qui al termine del girone d’andata, memori della lezione imparata la scorsa annata: il valore - grande, grandissimo - degli scontri diretti.



La nostra scelta è di puntare l’attenzione sulle sette squadre che stanno battagliando per evitare penultimo e terzultimo posto. Già, perché l’ultimo pare ampiamente assegnato: al di là della penalizzazione di 3 punti, il Chievo non pare proprio in grado di risollevarsi da quell’ultima posizione che occupa, salvo miracoli o una campagna acquisti faraonica che ne stravolga il valore della rosa.

Tuttavia, i match passati e futuri con gli scaligeri rimangono negli scontri diretti che andiamo a considerare, nel senso che fare o non fare punti con il fanalino di coda potrebbe essere decisivo per i suoi avversari.



Il percorso della Spal è costellato di “stranezze”. Un avvio di campionato ai limiti della perfezione, quanto a risultati, con 9 bei punti nelle prime quattro giornate, segnati dalla curiosità del debutto “casalingo” al Dall’Ara con il Parma, seguito dalla partita in trasferta con il Torino, già in notturna e interrotta per circa un’ora a causa di un nubifragio, poi persa di misura e pagando dazio agli infortuni.

Il vero debutto casalingo, in un “Paolo Mazza” ristrutturato e stracolmo di tifosi, coronato dalla bella vittoria con l’Atalanta, è stato il punto più alto della parabola spallina. E illusorio, per alcuni. Ne sono seguite sei sconfitte in sette gare, inframezzate dall’impresa esterna con la Roma. A bruciare più di tutti, però, è il 3-0 con cui il Frosinone ha espugnato Ferrara, centrando il suo primo successo stagionale e aggiudicandosi così lo scontro diretto. Ma, a questo proposito, la situazione dei biancazzurri è in perfetto equilibrio, con la vittoria conquistata alla prima stagionale nel derby esterno con il Bologna e il pari raccolto all’ultima disputata con il Cagliari.

Un pareggio, quello con i rossoblù sardi, che potrebbe essere un buon punto di ripartenza e aprire un ciclo positivo per la squadra di mister Semplici: da qui alla fine dell’andata, infatti, avrà ben altri quattro scontri diretti da affrontare, tre in casa, che rappresentano un’enorme opportunità (e dimostrano, anche, che il calendario fin qui non è stato particolarmente favorevole...).

Il destino della Spal è saldamente nelle mani del tecnico e dei suoi giocatori. —





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