Applausi e rimpianti, la vittoria della Bondi sfuma alla fine
Senza Hall prova d'orgoglio dei biancazzurri che contro Forlì hanno per due volte la palla del successo. Invece finisce con un ko al supplementare 93-94
FERRARA. E non finisce mai di cuocere, questa zuppa del derby. La scampa Forlì che dai e dai stava per gettare un piatto sopraffino, piange la Bondi perché senza Hall ha avuto due volte la palla della vittoria. Dopo essere stata sotto di brutto e a lungo. Allo scadere dei 40’ la chance dell’impresa con Swann e a 2” dalla fine del supplementare con Molinaro a cincischiare e Swann a sparare sul ferro e comunque forse fuori tempo massimo. Cade il Kleb che ha messo di tutto nella “pignatta”: coraggio e paura, timidezza ed ingenuità. Distrazioni e inciampi. Vince il più forte, eppure coach Bonacina ha ragione a chiedere un fazzoletto. L’orgoglio e il non essere mai domi non fanno classifica.
Manca Magic Mike, tutto sulle spalle di Molinaro. La Bondi parte psicologicamente libera, tira con mano leggera e fa cesto. Swann è un’iradiddio: inizia a macinare cesti e non finisce più. Bondi avanti 19-6 al 5’. Il Kleb si gode Disneyland. Okay, dice coach Valli. La giostra chiude. Forlì passa a “press” e busseria, con trattamento speciale per Swann. La fisicità è al massimo dei watt. Gli ospiti possono permetterselo perché hanno rotazioni ampie e fisico da top team. La Bondi perde il filo del gioco: Panni tira appena ha la “boccia” invece di costruire; Fantoni è triplicato e non ha aria; De Zardo è un fantasma e Barbon sbaglia dei rigori . Ecco Forlì: gragnuola di gomiti e gambe, vento di cesti di talento sotto la regia di Giachetti. Unieuro in mongolfiera: 34-46 all’intervallo (8-33 di break). L’ondata biancorossa pare inarrestabile.
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La Bondi affoga sul “-16”. Marini, Oxilia e Donzelli sono i baby che dominano (56-64 al 30’). De Zardo, per dire, manco ci prova. E poi... Poi Swann non predica più nel deserto. Poi Barbon trova un paio di triple. Poi il Kleb inizia a difendere. Forlì con la pazienza dovuta al vantaggio accumulato fa girar palla e prende buoni tiri. Alcuni, però, escono. E Ferrara prende coraggio. Molinaro, Fantoni, Barbon e Panni danno sollievo a Swann. Incredibile 66-69 al 33’, coach Valli rimette l’esperienza di Giachetti. Ma ormai il Kleb ha preso velocità. Pari 69. Ebbene: Ferrara 4 perse, Forlì 2/3 da tre e 2/2 da sotto. Un 10-0 che stenderebbe il Tyson dei bi tempi. Invece sussulto biancazzurro con un pazzesco 14-2 per il sorpasso (83-81 a 1’59”). Panni duro fino al ferro, Fantoni dalla lunetta, Molinaro schiaccia. Quasi vinta, quasi persa: pari De Laurentiis, sfondo Swann. Sbaglia Giachetti da tre, fallisce Swann che poi stoppa Giachetti su un appoggio decisivo. Over time. Quattro punti Swann, sembra bello. No, riemergono i giovani forlivesi: Marini e Donzelli, decisivi per sfrontatezza e peso in area. Ferrara scivola (91-94) ma regge, finché su una palla decisiva Panni e De Zardo si scontrano su un’ipotesi di blocco. Forlì non uccide la Bondi. Anzi, da non credere: fallo su tiro da tre di Swann. Mancano 11”: Isaiah insacca primo e secondo, butta il terzo. Ma palla messa fuori da Forlì. Mancano 2” e il Kleb non tira. C’è tutto in questa zuppa. Applausi e rammarico. Pesantemente menomata, quasi alla Bondi riusciva il piatto perfetto. —
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