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Ex e tifoso: Luca Albieri crede in una Spal capace di sfoderare una grande prestazione sabato in casa dei campioni d’Italia 

«Serve ottimismo Con la Juve per brillare e maturare certezze in vista dell’Empoli»

P.N.
«Serve ottimismo Con la Juve per brillare e maturare certezze in vista dell’Empoli»

l’intervistaLuchino Albieri non esiste più. Il bimbo d’oro dell’epoca spallina è uomo fatto ed allenatore tanto atipico quanto vincente. Col suo CastelBaldo Masi guida (a punteggio quasi pieno: 8...

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l’intervista

Luchino Albieri non esiste più. Il bimbo d’oro dell’epoca spallina è uomo fatto ed allenatore tanto atipico quanto vincente. Col suo CastelBaldo Masi guida (a punteggio quasi pieno: 8 vittorie e 2 pareggi) il girone A della Promozione veneta. Ma i suoi orizzonti non si fermano qui. Passione fa rima con ambizione, pur con i distinguo che caratterizzano il personaggio. Anticonformista, genuino, un filo naif, esuberante. Con la visione di sempre - quella non cambierà mai - sul calcio. Il suo, fatto di qualità e non di atletismo.

Albieri mastica football. Guarda e segue tutto. Un occhio privilegiato, ovviamente, è per la Spal.

«Bisogna essere ottimisti, sempre. Il momento, a livello di risultati, non è dei migliori, ma si deve pensare a fare una grande prova contro la Juventus».

Possibile, contro un tale avversario?

«Nel calcio c’è nulla di scontato. E poi, soprattutto, le prestazioni te le porti dietro. La Spal deve dare continuità a quanto ha fatto contro il Cagliari. Mi è piaciuta, a parte quei dieci minuti durante i quali si è lasciata sfilare la vittoria. Ma contro la Juve ha ben poco da perdere, pensi a giocare come sa. La fisionomia l’ha sempre avuta, quella che dalla C l’ha portata alla salvezza in A».

La ricetta per conquistarne un’altra?

«Restare uniti, aiutarsi, credere nel lavoro di tutti. E voler bene alla città: la Spal qui è un patrimonio. E dopo le grandi, Spal e Torino sono le squadre che forse identificano più valori e rappresentano di più per il calcio italiano. Indossare la maglia della Spal non è cosa banale, è come vestire quella dell’Inter: non vale di meno».

Tornando a Juventus-Spal: Ronaldo si può fermare?

«Io dico di sì. Tranquillamente. Parliamo di un campione, ma se è in un sabato normale può essere limitato. Non ci si faccia influenzare da social e casse di risonanza varie: non è un alieno, ed in ogni caso anche lui può avere i suoi lati deboli, le giornate meno felici».

La partita di sabato a Torino che significato può avere in proiezione Empoli?

«Deve dare sicurezze. Perchè poi lo scontro diretto interno con i toscani andrà vinto. E non sarà facile. Mister Iachini è un duro, il suo vice Beppe Carillo è stato vice-allenatore del Chieti quando giocavo con gli abruzzesi, quindi conosco bene lui, la sua filosofia di lavoro e quella di Iachini. Non mollano, sono dei motivatori, ideali per chi deve salvarsi. Detto ciò, la Spal dovrà imporsi: iniziano gli scontri diretti determinanti per la salvezza».

Chi le piace della Spal?

«Ritengo che determinanti siano Schiattarella, Lazzari ed un Vicari che a mio avviso rappresenta un baluardo insostituibile. Uomini che ci hanno portato dove siamo».

I tanti gol subìti da calcio d’angolo?

«Non è un problema di marcature: uomo, zona... tutte panzane. È una questione mentale, un blocco psicologico. Se ne potrà venire fuori con tranquillità, fiducia, lavoro ed anche un briciolo di fortuna».

Mister Semplici?

«Merita una statua da collocare a fianco di quella del Savonarola, vicino al Castello. Senza di lui ed il suo lavoro, oggi saremmo ancora in quarta serie». —

P.N.

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