Colombarini e Semplici ai Lions «Ecco i segreti per crescere»
Il proprietario del club spiega la filosofia di lavoro: il nostro orgoglio è coinvolgere la città, sia gli adulti che i bambini «E ricordo quando G.B. Fabbri...»
ferrara
“La Spal, una squadra, una città”: è stato il filo conduttore della serata che ha visto protagonisti il Lions Club Ferrara Estense, il Lions Club S. Maria Maddalena Alto Polesine e la Spal stessa presente con il patron Simone Colombarini, accompagnato dalla moglie Elisa, e mister Semplici.
le emozioni
«La nostra presenza qui ci dà la possibilità di continuare a perseguire quegli obiettivi che ci siamo posti quando abbiamo deciso di intraprendere questa avventura - afferma Colombarini -: un obiettivo sportivo, ovvero riportare la Spal in quelle categorie a lei più consone. Ma non solo: ci premeva coinvolgere tutta la città intera, dai più adulti ai bambini, unita. Portando ognuno il proprio contributo per provare a far rivivere quelle emozioni che da tanto tempo erano venute meno». I risultati ottenuti in questi anni sono evidenti, sia in campo sportivo che imprenditoriale con la Vetroresina per quanto sia differente condurre una società di calcio rispetto ad un’azienda: «Ogni anno cerchiamo di fare sempre meglio rispetto al precedente allestendo una rosa competitiva - incalza il numero uno spallino -; pensando che questo possa portare ad ottenere dei risultati migliori; chiaramente poi spetta agli “attori” che scendono in campo e a chi li dirige cercare di rispettare questi obiettivi».
«I momenti emozionanti sono tanti - prosegue Colombarini -: ricordo con particolare piacere quando, dopo pochi giorni dal nostro avvento, G. B. Fabbri mi donò una sciarpa della Spal in mezzo al campo di Monestirolo. Da un punto di vista più sportivo la salvezza nello scorso campionato, ma più in generale tutti quei momenti in cui la città ed i nostri tifosi si riuniscono per gioire è una grandissima emozione».
seconda casa
È poi intervenuto mister Semplici: «Sono qua ormai da quattro anni e mezzo e questa città rappresenta la mia seconda casa. Abbiamo risvegliato qualcosa di particolare che purtroppo si era spento e anche per me tutto ciò è motivo d’orgoglio. Per chi viene da fuori percepisce una realtà diversa e di questo bisogna dare merito al lavoro della società, della proprietà, del presidente Mattioli ed anche ai calciatori che in questi anni ho avuto la fortuna di allenare, unitamente al mio staff» . Entrando più nel tecnico: «L’aspetto mentale è determinante - oggi più di prima. Occorre portare ogni “io” ad un “noi”: questo è l’aspetto più importante e determinante per arrivare a centrare un obiettivo. Prima delle qualità tecniche, che sono importanti, in un calciatore è essenziale l’aspetto morale, le motivazioni sopra la media, la voglia di mettersi in discussione. Aspetti che in questi anni ci hanno permesso di fare qualcosa di straordinario». —
Enrico Ferranti
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