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Spal, Mattioli tra super sfida e bilanci «La Juventus? L’impossibile non esiste»

Paolo Negri
Spal, Mattioli tra super sfida e bilanci «La Juventus? L’impossibile non esiste»

Il presidente: in linea con i programmi però mi aspettavo dei punti in più. Se a volte critico non significa che discuto il mister 

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Confessioni di un capitano. È il titolo di un grande romanzo di Carlito Lima. Ecco, ieri mattina sono arrivate le confessioni del capitano spallino per antonomasia, il presidente Walter Mattioli. Nulla di clamoroso, se si vuole. Ma, con altrettanta evidenza, niente di banale. Sempre ficcante, financo anticonformista, senza remore nell’esporre le proprie idee e motivarle. Il tutto, senza l’ombra di un sorriso.



«Bruttissima giornata», sbuffa Mattioli quando entra – con aria torva – nella sala stampa del Centro “G. B. Fabbri”. I minuti di ritardo, sull’appuntamento fissato, sono accademici. Giustificati da mille impegni. Incontro in Comune con il sindaco Tagliani, evento Unicef, 200 ragazzi di cinque scuole media in visita in via Copparo. E c’è anche il commercialista che attende. Il presidente va di corsa. E parte subito all’attacco. «L’allenatore (mister Semplici, ovvio; ndr) resta fino al termine della stagione. Anche se il presidente a volte critica, ciò non significa che pensi a chissà cosa». Una sottolineatura in apparenza non necessaria, a queste latitudini nessuno ha messo in dubbio la posizione del tecnico. A livello nazionale forse sì, ma quello locale e quello del resto d’Italia sono due mondi agli antipodi. Diverse percezioni, diverse esigenze. Mattioli, in ogni caso, spiega perché a volte affonda il coltello: «Pensavo che in questo momento della stagione potessimo avere qualche punto in più. Il patron Francesco Colombarini spesso mi riprende: “Se avessimo perso all’Olimpico con la Roma e battuto il Frosinone – dice – tutti non avrebbero aperto bocca e la classifica non sarebbe cambiata”. Capisco perfettamente il senso della sua riflessione ma a me, vedete, dà fastidio il modo in cui abbiamo perso alcune partite, non i risultati in quanto tali. Se certi ko fossero arrivati dopo prestazioni come quella con l’Inter, non avrei mosso obiezioni».



Il riferimento è alla battuta d’arresto interna con il Frosinone, e alla sconfitta con la Lazio: «Siamo sostanzialmente in linea con i programmi, i punti sono più o meno quelli che avevamo preventivato. Io, lo ribadisco, me ne aspettavo alcuni in più. Se a volte ho brontolato è perché non accetto prestazioni negative, non mi piace fare brutte figure: abbiamo le possibilità, l’organico e l’allenatore per fare bene. Come si viene lodati quando si gioca bene, bisogna accettare le critiche quando le cose non vanno. Il mister ha dichiarato che col Frosinone abbiamo giocato meglio che contro la Roma. Io l’ho vista in maniera diversa. Tutto lì, normale dialettica». Mattioli adesso fa di conto: «Da qui a fine andata (contro Juventus, Empoli, Genoa, Chievo, Napoli, Udinese e Milan; ndr) vorrei che la squadra conquistasse altri 8/9 punti. Se poi saranno... 15, tanto meglio! E sulle attuali terzultime, Udinese e Empoli, in classifica vorrei guadagnarne 4 o 5. Anche perché il girone di ritorno sarà più complicato, con tutti gli scontri diretti in trasferta e tutte le big, tranne l’Inter, a Ferrara». Gli equilibri potranno essere modificati anche dall’andamento del mercato di gennaio: «Bologna e Udinese interverranno di sicuro in maniera importante – sottolinea Mattioli –. È un campionato molto difficile, più duro di quello dell’anno scorso. L’unica che mi sembra spacciata è il Chievo, anche se vedremo quale sarà l’impatto del nuovo allenatore Di Carlo».



E la Spal che farà? Sul mercato, intendiamo: «Valuteremo. Abbiamo già speso tanto. Faremo le considerazioni del caso col direttore Vagnati e col mister. Al momento mi hanno chiesto nulla. Abbiamo un’ottima rosa». Ma verrà privata del gioiello Lazzari? Mattioli è categorico: «Manuel resterà fino a giugno». Poi, a precisa domanda, ammette: «Se resterà in prestito? Può darsi. Di sicuro c’è nulla, stiamo ragionando su tante cose». La sostanza: molto probabile che Lazzari venga ceduto a gennaio, ma ad un club (grande: l’Inter? il Napoli? ) che accetti di lasciarlo in biancazzurro fino al termine della stagione. Tutto il resto dipenderà dalle uscite. C’è un caso Viviani? Mattioli è trasparente: «Sono stupito. Se lo abbiamo riscattato a certe cifre, mi aspettavo di vederlo utilizzato, altrimenti non avrei speso quei milioni. Vediamo se da qui a gennaio troverà un po’ di spazio, lo spero, altrimenti si valuterà. Ma a questo punto credo che dipenderà molto dalla volontà del ragazzo». Che non giocando chiederà di essere ceduto.

Quanto ai portieri, Mattioli scende in dribbling: «Il problema portiere a oggi non esiste. Dovesse emergere, me lo diranno».

Intanto, alle porte c’è la Juventus. Mattioli liquida così la questione: «L’impossibile non esiste». –



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