Vagnati e una “serena” tempesta in arrivo «Salvarsi resta difficile ma la squadra c’è»
l’intervistaMarco Nagliati / ferraraUn caffè, con un goccio di latte. Davide Vagnati si sta preparando: la tempesta dopo la quiete. È una sorta di mondo alla rovescia in salsa spallina. La settimana...
l’intervista
Marco Nagliati / ferrara
Un caffè, con un goccio di latte. Davide Vagnati si sta preparando: la tempesta dopo la quiete. È una sorta di mondo alla rovescia in salsa spallina. La settimana di pausa per rifiatare (più o meno, che poi nella testa del diesse l’universo biancazzurro è sempre in primo piano), tra qualche giorno la Juventus. Poi un finale di girone d’andata da bersi a gargarozzo. Subito dopo il mercato. Ecco, Vagnati sorbisce con calma il caffè in attesa di andare in trincea.
Vagnati, prima del futuro che ha i colori dello Stadium ci dica come valuta la prima parte di stagione della Spal.
«Come riflessione generale direi che siamo in linea con le aspettative: dobbiamo pensare esclusivamente alla salvezza. Credere di poterlo fare con quattro-cinque giornate di anticipo sul termine del campionato ritengo sia difficilissimo. La cosa che conta è mantenere la categoria: la Serie A è importantissima. Siamo partiti bene avendo affrontato squadre più o meno della nostra forza».
Poi qualche inciampo...
«Siamo veramente dispiaciuti solo per la sconfitta con il Frosinone. Per come è venuta, non per la sconfitta in sé».
Ecco, perché quella caduta?
«Mi è rimasto l’amaro in bocca anche perché ha tolto smalto alla nostra buona primissima prima parte di stagione. A livello di opinione pubblica quasi ci si ricorda più di quella sconfitta che non della precedente vittoria all’Olimpico contro la Roma. Con le nostre dirette concorrenti abbiamo l’obbligo di dare il massimo».
C’è dunque una spiegazione per quello scivolone?
«Ci sono mancate la fisicità, l’umiltà... L’affrontare l’impegno come se fosse il più importante della stagione. Quella partita proprio non l’abbiamo giocata».
Le prossime partite al Paolo Mazza vi proporranno tutte pari competitor: c’è da sperare che la lezione sia stata assorbita.
«Mi auguro sì che l’incontro con il Frosinone sia stato di insegnamento. Però, attenzione quando si analizza il calendario: non allunghiamo troppo lo sguardo. Una gara alla volta, concentrati sull’avversario della settimana. Perché se pensi alla partita successiva poi fai spesso brutta figura. Sinceramente ritengo che se la mentalità non viene meno, ci toglieremo delle soddisfazioni. Questa squadra è superiore rispetto a quella dell’anno scorso».
Ad ogni modo sempre camminando sui carboni ardenti.
«Su questo punto non si possono avere dubbi. Se pensiamo di poter affrontare un campionato tranquillo entriamo in un meccanismo sbagliato. Questo torneo sarà difficile esattamente come lo è stato quello dell’anno scorso».
In cascina ci sono già molti più punti rispetto allo stesso periodo di un anno fa.
«E questo potrebbe permetterci di affrontare il ritorno in maniera un filino più facile. Solo un filino, eh. Se giriamo bene l’andata, potremo avere un piccolo margine di tranquillità. Ma è chiaro che la battaglia per non retrocedere rimarrà durissima fino alla fine».
Intanto ripartite con la Juventus...
«Non sarà dura prepararla per le motivazioni che dà il dover affrontare una rivale così competitiva. Deve essere ben presente che la Spal non sale a Torino per vedere da vicino Cristiano Ronaldo o ammirare lo Stadium dal di dentro. Diamo il massimo e vediamo. E poi...».
Poi?
«Poi non è che ci siamo guadagnati la sfida con la Juventus per grazia ricevuta».
Nello scorso campionato al Mazza ne uscì un sontuoso 0-0. Dissero che era “merito” di una Juve deconcentrata.
«A quello che si dice bado il giusto. Io ricordo una Spal straordinaria per capacità atletiche, letture tattiche e preparazione della partita. Poi quando sfidi una big è evidente che devi pure sperare non sia al top». —
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