Benfatto fa coraggio a Cento «Mi manca solo il ritmo gara»
È indispensabile per la Baltur ma dopo l’infortunio il minutaggio è ancora basso Il dolore è scomparso, in allenamento sempre meglio. Ora serve l’ultimo passo
cento. Come sta Michele Benfatto? Perché i tempi di recupero del totem Baltur si sono un po’ allungati e la Benedetto XIV ha terribilmente bisogno di lui. Ormai un mese fa la prima apparizione in campionato dopo l’intervento al ginocchio e la lunga riabilitazione: era la terza d’andata contro Roseto, “Benfa” giocò 5’, due punti con un piazzato da cinque metri. Poi tre non entrato in fila. Domenica contro l’Assigeco coach Benedetto lo ha messo dentro nella prima metà di partita, altri 5’: 2 falli commessi e la certezza che il vero Benfatto sia ben altra cosa.
la situazione
Lui stesso chiarisce la situazione: «Sto meglio, decisamente meglio - dice Benfatto -, mi è rimasto un piccolo fastidio ma da due settimane non ho più dolore. Purtroppo una volta rientrato sono stato costretto a fermarmi ancora per un po’, ma adesso sto meglio. Devo ingranare, lo so. Per riprendere il ritmo partita ci vuole più tempo; per curare perfettamente un infortunio come il mio negli Stati Uniti impiegano un anno. Io sto lavorando sodo per tornare il prima possibile, mi sto impegnando e sono sicuro che tornerò quello di prima. In allenamento adesso va bene, tengo: le sensazioni sono già buone. Purtroppo mancano ancora le sensazioni della partita e non è facile ritrovarle giocando quattro o cinque minuti. Mi rendo conto che le partite siano tutte importanti e tutte da vincere. E che si possa preferire qualcuno già pronto. Non discuto minimamente: quando l’allenatore deciderà di utilizzarmi io ci sono. Non so quando tonerò quello di prima, dico solo che oggi sto meglio e che dopo sei mesi e mezzo senza il campo mi manca ancora la sensazione della partita».
il brutto ko
Il pivot biancorosso ha assistito dalla panchina per 35’ alla brutta prestazione di domenica contro l’Assigeco. Non c’è da far drammi, basta rialzarsi in fretta: «L’Assigeco non era una squadra da quattro punti, la loro era una classifica bugiarda anche perché avevano giocato contro tutte le più forti e sono sempre rimasti in partita con tutti. Il nostro passaggio a vuoto non ci voleva perché eravamo in casa, però non facciamone una tragedia. Bisogna rimboccarsi le maniche, lavorare e rialzarsi in fretta». E domenica sera viaggio a Forlì... «Ci aspetta un derby durissimo. In classifica Forlì ci precede, hanno obiettivi diversi, più prestigiosi. Però è una partita da combattere senza tirarsi indietro. Sarà dura ma noi andiamo a giocarcela, senza timori. Non buttiamoci giù per una sconfitta – sprona il gruppo il capitano - può capitare. Adesso, però, rialziamoci. Perdere dà fastidio ma fa parte del gioco». —
Simone Gagliardi
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