Dalmonte teme la Bondi anche senza Hall
L’intervista. La Tezenis Verona domenica alle 18 attende la Bondi e cerca un successo che le farebbe continuare nel momento felice
FERRARA. La Tezenis Verona domenica 25 novembre alle 18 attende la Bondi e cerca un successo che le farebbe continuare nel momento felice. Coach Luca Dalmonte, tecnico dei gialloblù ed ex estense, continua però a temere i biancazzurri, anche dopo l’infortunio occorso a Mike Hall. «La mia Verona è ancora in assestamento - racconta Dalmonte -, abbiamo degli equilibri da cementare. Ci sono degli indizi che mi fanno pensare che l’assestamento sia in evoluzione, ma siamo ancora in una fase di ricerca continua di certezze. Se riusciamo a vincere delle gare, questo ci aiuta e ci conferma alcuni aspetti a cui dobbiamo agganciarci per continuare».
In tutto questo, come inquadra il match contro Ferrara?
«Davanti ai nostri tifosi vogliamo dare continuità al nostro momento, siamo consapevoli dell’assenza di Hall, che per un aspetto dispiace: la volontà è sempre quella di giocare contro squadre che sono nel pieno organico. Il “lato B” è che l’assenza di Hall è pesante per Ferrara, ma ho visto una squadra che ha un’anima, un senso morale nello stare in campo che va a supplire l’ assenza di un giocatore dell’importanza e del peso specifico di Hall».
Quindi, coach?
«Per essere pragmatici quella di Hall è un’assenza che penalizza Ferrara, ma noi dobbiamo essere consapevoli che è un’assenza che può dare altre qualità alla Bondi. Sarà, e Ferrara lo ha dimostrato, una partita che andrà su altri binari e il Kleb mi pare che abbia dimostrato di essere in comfort a giocare su altri binari».
Che si chiamano Swann...
«D’accordo Swann, che contro Forlì ha disputato una gara clamorosa, ma poi ci sono Fantoni e Panni. Contro Forlì, partita clamorosa di Swann per millecinquecento motivi; allo stesso tempo però non dobbiamo pensare che, contenuto il problema Swann, poi si è risolto il problema Bondi. Non lo è anche perché ci sono altre situazioni da verificare».
Le chiavi di volta per provare a superare questo Kleb?
«Anzitutto avere una grande presenza mentale contro le differenti difese che Ferrara può proporre. Bisogna avere un chiaro piano A, un altrettanto chiaro piano B e, se necessario, pure un piano C, perché poi Ferrara ti forza a pensare e questo deve essere risolto da parte nostra e lo risolviamo solamente grazie ad una presenza certa dentro il campo».
Insomma, occhio a Fantoni e Panni.
«Dobbiamo essere consapevoli che a livello difensivo dobbiamo sì avere una missione speciale contro Swann, ma che non deve portare a sbilanciarci, perché poi il post basso di Fantoni, piuttosto che il pick&roll di Panni e Barbon, per fare un esempio su tutti, diventano pericolosi. Non dovremo concedere spazio e punti a dei giocatori extra, perché poi se insieme a Panni, Swann e Fantoni si aggiungono altri giocatori allora il problema per noi diventa molto più ampio. Dobbiamo trovare degli equilibri giusti, riconoscendo i loro punti di forza, ma non sbilanciandoci per avere delle sorprese di ingressi di altri giocatori nella gara». —
Lorenzo Montanari
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