Milan, strategia Leonardo per avere Ibrahimovic: una storia alla Beckham
Milano. Un dossier vagliato in estate e approfondito in autunno. Un dossier chiamato Ibra e a soppesarlo in tutti i suoi aspetti c’è Leonardo Nascimento de Araujo, direttore generale dell’area...
Milano. Un dossier vagliato in estate e approfondito in autunno. Un dossier chiamato Ibra e a soppesarlo in tutti i suoi aspetti c’è Leonardo Nascimento de Araujo, direttore generale dell’area tecnico-sportiva del Milan. È lui l’unico dirigente rossonero che ha già lavorato con Zlatan Ibrahimovic. Dal luglio 2011 al settembre 2013, Leò è stato infatti direttore sportivo del Paris Saint Germain. Non solo: il direttore sportivo che nel luglio 2012 ha acquistato dal Milan, salvandone il bilancio con debiti annessi e connessi, sia Ibrahimovic che Thiago Silva. «È nostro, farà la storia del club», così il dirigente brasiliano annunciò a Parigi e al mondo, in una estate calda e assolata, l’accordo trovato con Mino Raiola e con lo stesso Ibra. Da quel momento ci sono state alterne vicende. Fra cui la dichiarazione di Leonardo dell’aprile 2013, ovvero «restiamo a Parigi sia io che Ibra», ma anche la squalifica per la spallata all’arbitro nel corso di Psg-Valenciennes e un siparietto litigioso proprio fra Leo e Zlatan durante la festa Scudetto del 2013. Episodio ampiamente superato, altrimenti Raiola non si sarebbe nemmeno messo a discutere con il Milan. Stabilite le premesse, non resta che prevedere gli sviluppi. È vero che i “ritorni” al Milan non hanno mai portato bene, da Gullit a Shevchenko, fino a Balotelli. Ma il vero precedente dell’eventuale passaggio dello svedese da Los Angeles a Milano è un altro. È David Beckham. Dai Galaxy al Milan sia nel gennaio 2009 che nel gennaio 2010. Alla notizia tutti si misero a ridere, ma Becks trovò immediatamente un posto da titolare anche nel Milan dei Pirlo e dei Seedorf, dei Pato e dei Ronaldinho, dei Kakà e degli Inzaghi. Professionale ed efficiente, Beckham stabilì un ottimo rapporto proprio con Leonardo che, quindi, ha già testato l’integrità fisica e mentale di un campione proveniente dal calcio MLS. C’era tanta concorrenza per Beckham e ce ne sarà anche per Zlatan. Visto che Higuain non sembra affatto disposto a sedersi in panchina. Un centravanti mentalmente cattivo come Ibra, ovvero Mario Mandzukic, alla Juventus aveva dovuto ritagliarsi un altro ruolo sulla fascia per giocare con continuità. Cattivo e determinato Ibra, ma non da meno il Pipita. La concorrenza non mancherà e durante la settimana saranno in molti, non solo in attacco dopo il mercato di gennaio del Milan targato Elliott, a non essere sicuri di giocare la domenica. —
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