Buenos Aires in pieno delirio River-Boca, è Libertadores
BUENOS AIRES. «Chi vince questa Coppa Libertadores festeggerà tutta la vita, chi la perde sarà costretto per sempre a trascinarsi sulle spalle una croce». L'opinione dell'ex attaccante di Lazio e...
BUENOS AIRES. «Chi vince questa Coppa Libertadores festeggerà tutta la vita, chi la perde sarà costretto per sempre a trascinarsi sulle spalle una croce». L'opinione dell'ex attaccante di Lazio e Juventus, Marcelo Salas, è la migliore sintesi del clima che si vive alla vigilia della supersfida (Dazn, ore 21) nel Monumental fra River Plate e Boca Juniors. Sotto la direzione dall'uruguayano Andrés Cunha si gioca l’ultimo atto del trofeo sudamericano vinto sei volte dagli 'xeneizes' e tre dai 'millonarios'. I bookmaker danno in leggero vantaggio il River Plate, dopo il pareggio 2-2 dell'andata, per il fattore campo e l'opportunità per i biancorossi di sfruttare i 60.000 tifosi che gremiranno lo stadio dove si assegnò la Coppa del mondo 1978. I sostenitori del Boca hanno seguito in 50.000 l'ultimo allenamento nella Bombonera, con altri 20.000 fuori. Carlitos Tevez che per i tifosi «deve» giocare ha caricato i 'suoì con una cena a base di asado, al fine di esorcizzare timori e paure nell'antivigilia del ritorno. —
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