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rugby: all’olimpico di roma 

L’Italia contro gli All Blacks nell’ultimo test match In 60.000 vogliono grinta

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dall'inviatoFabrizio ZupoROMA. Assioma numero 1 del rugby: «L’unica partita persa è quella che non giochi». Si impara da bambini. E di fronte a questo pure il mito All Blacks cede, come alibi, per l’I...

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Fabrizio Zupo

ROMA. Assioma numero 1 del rugby: «L’unica partita persa è quella che non giochi». Si impara da bambini. E di fronte a questo pure il mito All Blacks cede, come alibi, per l’Italia che li affronta (Olimpico, ore 15, diretta DMax) davanti a 60mila tifosi. Il pronostico non esime gli azzurri dal fare il proprio mestiere. Ovvero essere precisi nelle cose che gli avversari non possono controllare: placcaggi efficaci, non buttare via le touche guadagnate a fatica, precisione negli assist ai compagni (le “quasi mete” contro l’Australia sono una bestemmia sportiva come i “quasi” gol nel calcio).

In questi casi gli All Blacks e arbitraggi sfortunati non c’entrano. Si può perdere, ma tenere il campo e correre per 80’. Gli All Blacks sono in “frenata” con due sconfitte quest’anno (Sudafrica e Irlanda) e la vittoria in rimonta sull’Inghilterra di un punto. Ma per la statistica le partite che dovevano perdere nel 2018 le hanno perse.

L’Italia per i neozelandesi è il luogo del ricordo, dove sono morti molti connazionali nella risalita del 1943. Nella battaglia sul monte Cassino su tutte con 457 morti seppelliti lì al cimitero di guerra. Fra questi il bisnonno del mediano Tj Perenara come ha rivelato in questi giorni. Fra gli scomparsi di allora anche due All Blacks: George Hart e Jack Harris. E una delegazione della squadra, capitan Kieran Read, Aaron Smith, Dane Coles e Codie Taylor, assieme al presidente della federazione Nzfru Maurice Trapp ha reso tributo recandosi al cimitero di guerra, depositando il “papavero” a ricordo sulla bare e i propri distintivi con la felce.

In quella risalita della penisola fu giocato un torneo interforze di rugby e molti fanno risalire a quelle partite il “contagio” del rugby in alcune località italiane Al Museo del rugby di Artena nel Lazio, fra l’altro, è arrivata per essere esposta in questi giorni la maglia di Dave Gallagher, quella del tour del 1905, quella detta degli “Originals”, perché in quell’occasione la Nuova Zelanda assunse per la prima volta il nome All Blacks. Anche Gallagher non tornò più dall’Europa quando, nel 1918, a un niente dall’Armistizio saltò su una mina sul fronte Belga. —

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