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Spal, solito errore E la Juventus così non perdona

dall'inviato
Spal, solito errore E la Juventus così non perdona

Sconfitta indirizzata dalla rete di Ronaldo, sbandamento su palla inattiva Mandzukic chiude i conti. Biancazzurri dignitosi ma fragili davanti ai campioni

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Paolo Negri

torino. Il fascino dello Stadium. Il fascino della Vecchia Signora. La Spal resta ammaliata dall’uno come dall’altra. Fa la sua dignitosa figura, se vogliamo, ma appare fragile al cospetto di tale avversario e finisce per incappare nella solita distrazione da palla inattiva che disegna la sconfitta. E dopo l’1-0 non c’è partita. Il pronostico non viene sovvertito. L’impresa sarà per un’altra volta.

Gli undici

Biancazzurri senza l’infortunato Vicari ed in campo con la formazione annunciata, salvo una variante: non è Simic il sostituto del centrale, bensì Bonifazi che però si posiziona sul centro-sinistra. A guidare il reparto viene dirottato Felipe. Max Allegri propone la Juve ampiamente prevista, col passaggio al 4-4-2 stante l’emergenza a centrocampo (out Can, Khedira e Bernardeschi; Matuidi in panchina). Asse sinistro di corsa e tecnica brasiliana, Alex Sandro più Douglas Costa per inchiodare Lazzari. La spalla di CR7 è Mandzukic, Dybala si accomoda a fianco del mister.

efficacia bianconera

La Spal ha il merito di non fare barricate e cerca pure di giocare: di uscire manovrando. Ma non dà minimamente fastidio alla Juventus, che non si scompone, studia per un po’ e poi inizia a dire la sua. I biancazzurri hanno la superiorità numerica in mezzo al campo (tre mediani contro due) ma la cosa non si nota, anzi. La Juve non forza il proprio talento e dà un po’ la sensazione di giocare come il gattone col topolino. Douglas e Cuadrado, che spesso si scambiano fascia, hanno il turbo. In mezz’ora scarsa il bilancio recita: un gol annullato (pasticciaccio di Gomis, poi del portiere e Felipe che lo uccella), un rigore forse negato, il gol di Ronaldo, due salvataggi in angolo di Gomis e Felipe. All’attivo della Spal solo un raid di Fares, una punizione a lato di Kurtic ed un tiro dalla distanza di Bonifazi.

solito erroraccio

Ah, la rete al passivo: su palla inattiva, ovviamente. La sesta in totale, la quarta consecutiva (Frosinone, Lazio, Cagliari, Juve). Non da corner, questa volta, ma da punizione laterale. La musica comunque è la stessa. Incomprensibile. Inaccettabile. Come si fa ad essere regolarmente posizionati male, a non saper marcare, a farsi anticipare? Se poi al centro dell’area sbuca CR7, allora la messa è detta. Queste cose le paghi. Così, alla fine, il tiki taka in salsa ferrarese (51% di possesso) diventa solo uno sterile esercizio di stile. La Juventus è pura concretezza.

arriva il ko

Nel primo quarto d’ora della ripresa i bianconeri piazzano qualche accelerata per chiudere il match. E ci riescono. Prima è il palo a salvare la Spal su micidiale conclusione di Douglas Costa. Poi, subito dopo l’ingresso di Valoti per Missiroli, la Spal si fa cogliere alle spalle su un lancio lungo dalla linea difensiva juventina. Clamorosa la diversità di passo tra Felipe e Ronaldo, col portoghese che mangia i metri di vantaggio dello spallino e avvia il 2-0, con partecipazione attiva di Douglas Costa il quale brucia la mano a Gomis favorendo il tap in di Mandzukic ad anticipare Fares. Giù il sipario. Allegri toglie l’indiavolato Douglas ed inserisce Matuidi, passando al 4-3-3. Pjanic in area piccola manca il 3-0, di testa; Ronaldo lo cerca con una rovesciata, questa volta non in stile Real Madrid. Ormai si gioca per l’accademia. Gli ingressi di Valdifiori e Paloschi, agli sgoccioli, ovviamente non possono incidere minimamente.

nulla da fare?

La Spal torna a casa a mani vuote. Non era questa la partita per fare bottino, ciò diceva la logica ed il campo lo ha ribadito. Epperò, senza quell’errore in fase difensiva, magari si sarebbero fatti scorrere altri minuti e andare all’intervallo sullo 0-0 avrebbe forse cambiato qualcosina. O forse no. La testa adesso va all’Empoli, che arriva sabato al “Paolo Mazza”. È quella la partita davvero importante nell’economia della classifica biancazzurra. —

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