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Coach Bonacina esprime tutto l’orgoglio di allenare un gruppo che combatte  

«Applaudo il Kleb ma c’è rabbia per altri due punti sfumati»

Lorenzo Montanari

sala stampaOrgoglio, poi molto, arrabbiato perché i due punti ancora una volta per pochissimo non sono arrivati, altrettanto. Coach Andrea Bonacina applaude i propri giocatori. «Ancora una volta è il...

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Orgoglio, poi molto, arrabbiato perché i due punti ancora una volta per pochissimo non sono arrivati, altrettanto. Coach Andrea Bonacina applaude i propri giocatori. «Ancora una volta è il momento forte dell’ orgoglio – dice il coach della Bondi -: rivendico contro tutto e tutti di essere estremamente orgoglioso e fiero della squadra che alleno. È un piacere lavorare con questi ragazzi durante la settimana e vederli combattere, anche da Verona usciamo a testa altissima dal campo: i punti sono ancora zero, ma la testa è altissima. Dobbiamo mantenere questo atteggiamento con la voglia di combattere assieme. Avrei firmato con il sangue se mi avessero detto che avremmo avuto con Panni un tiro pulito alla fine per spaccare il match, così sono fiero del cuore che la mia squadra ha messo sul campo. Veniamo puniti dai dettagli. Ne cito due, che mi hanno colpito».

Bonacina rifiata e snocciola: «Il differenziale a rimbalzo non tanto per il dato numerico in sé, 33 a 23, ma ancora una volta per l’incidenza di questi rimbalzi. Mi viene in mente una bomba dall’angolo di Ferguson in un momento decisivo della gara. Altro aspetto, ed è una tendenza molto negativa, l’8/15 ai liberi: un dato statistico che ci penalizza da avvio della stagione e non ce lo possiamo permettere. Tutti viaggi in lunetta che siamo bravi a meritarci, significa che mettiamo il pallone nel “pitturato”. Dobbiamo essere bravi a concretizzarli con un due su due».

«Questo non nasconde la fierezza e l’ardore con cui sono qua a parlare dei miei giocatori a cui faccio un applauso grande come tutto il mondo - ribadisce Bonacina -. Dobbiamo mantenere questo atteggiamento: due buone prestazioni, in quattro trasferte su cinque siamo stati punto a punto fino alla fine. A Jesi abbiamo sbagliato 13’ e non era banale rientrare dal “-20”. Le maratone si compongono di piccole frazioni di pochi chilometri, resistere e soffrire: si salva chi lavora di spada e chi sa soffrire meglio degli altri. Contro Mantova la gara assume una buona importanza, anche quella non sarà affatto decisiva, anche perché parliamo di una stagione che si deciderà all’ultima giornata e non prima».

Bello l’applauso alla fine della tifoseria estense. «I nostri tifosi sono encomiabili, fantastici, sentirli per 40’ rende Ferrara un posto speciale. Sarebbe molto facile dare spazio al malumore, io sono contentissimo di quello che ho e non cambierei nessuno dei miei giocatori con altri. Non molleremo di un centimetro. Dobbiamo avere cinismo nei momenti decisivi, qualità che spesso ci manca per carenza di vissuto». —

Lorenzo Montanari

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