Il Milan sfiora il colpo grosso Pari Lazio all’ultimo respiro
Equilibrio nel primo tempo. Rossoneri avanti con Kessié, poi Correa al 94’ Botta e risposta Salvini-Gattuso: «Perché no cambi?». «Pensi alla politica»
ROMA. Con il coraggio che solo emergenza e disperazione sanno infondere, il Milan sfiora l'impresa all'Olimpico contro la Lazio: solo al 94' il sogno dei rossoneri si è infranto.
Merito di Correa che, sugli sviluppi dell' ennesimo mischione nell'area avversaria, a indovinato la traiettoria giusta, firmando l'1-1 e negando alla banda Gattuso un sorpasso ormai materializzatosi. La squadra di Gattuso, malgrado tutto, ha toccato con mano una vittoria assolutamente insperata; il sogno sembrava realizzato, non solo possibile, dopo che Kessie aveva superato Strakosha con la complicità di una sanguinosa deviazione di Wallace. Conti alla mano, il pareggio è un risultato giusto, perché premia il coraggio e l'abnegazione tattica dei rossoneri, ma anche la determinazione della Lazio che, andata sotto, ha fatto il possibile - ed è stata pure fortunata - per ristabilire la parità.
Chissà con quanta convinzione, Inzaghi alla vigilia aveva detto che gli sarebbe piaciuto giocarsela a ranghi completi. Parole in libertà, nell'epoca dei sociale catalogabile come fake news perché, in quanto ad assenze, è fin troppo evidentemente come a pagare il conto più salato sia il Milan, che rinuncia in un colpo solo a Biglia, Bonaventura, Caldara, Higuain e Romagnoli (senza contare Musacchio e Strinic). Le loro assenze sono assai più gravi rispetto al solo laziale Leiva. Gattuso deve arrampicarsi sugli specchi e fare sfoggio di saggezza per gestire l'emergenza rossonera. Il 3-4-3 è il modulo che fornisce maggiori garanzie all'allenatore del Milan, che preferisce Borini a Laxalt sulla mediana sinistra. Nella Lazio Inzaghi punta su Badelj per rimpiazzare Leiva e Luis Alberto piuttosto che Correa o Caicedo come satellite di Immobile. E a fine partita anche un botta e risposta tra Gattuso e il ministro Salvini che si è chiesto perché il tecnico non abbia fatto cambi. La replica di Rino: «Sentite, io non parlo di politica perché non capisco nulla. A Salvini dico di pensare alla politica perché con tutti i problemi che abbiamo nel nostro Paese, se il vicepremier parla di calcio significa che siamo messi male». —
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