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La Spal sbaglia Linea difensiva disposta male

Paolo Negri
La Spal sbaglia Linea difensiva disposta male

Non è questione di schierarsi a uomo a zona: non si marca Perchè si corre verso la propria porta e non si guarda l’uomo

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In principio fu il Torino: corner corto dal lato difensivo sinistro della Spal, testa di Nkoulou e gol. Poi c’è stata la Fiorentina: angolo diretto, zuccata di Milenkovic e rete. Quindi, consecutivamente: Frosinone, Lazio, Cagliari e Juventus. Calci d’angolo - o punizioni laterali, come sabato allo Stadium - sfociati in gol, di testa come di piede.

record negativo

Morale: la Spal finora ha incassato ben sei reti da situazioni di palla inattiva. Da tiri dalla bandierina o, appunto, punizione. Si pensava che prima o poi tale serie negativa (record, assai poco piacevole, della serie A in corso) si interrompesse, che la lezione servisse per non ricadere nei soliti errori. Come non detto: non solo non c’è stato uno stop, ma addirittura sembra essersi creata una sindrome. Gli episodi si susseguono puntualmente.

L’evidenza è chiara. Non si tratta di marcare a zona o uomo, che non vuol dire alcunchè: si marca e basta. Il problema è il contrario: la Spal non marca. Meglio (o peggio): non sa marcare. Per rendersene conto basta rivedere gli episodi incriminati. La linea difensiva è disposta male. Come posizione. Come postura. Adesso è in voga questa mania di creare una linea orizzontale, una sorta di gran mischione che vede formata una sorta di catena tra i giocatori delle due squadre, quella che usufruisce della palla inattiva e quella che ce l’ha a sfavore e deve difendere. Ma come fai a difendere, a marcare, se corri in avanti, verso la tua porta, al fianco dell’avversario?

così con ronaldo

Il gol dell’1-0 della Juventus nasce così: punizione laterale, dalla destra del fronte offensivo bianconero, quello sinistro spallino. Parabola tesa, a rientrare, a centro area. Gli juventini vedono la traiettoria della sfera, aggrediscono lo spazio, vanno all’impatto frontale, in posizione favorevole per battere a rete. I biancazzurri sono al loro fianco, quindi non hanno adeguata visione periferica. Per marcare gli avversari, per anticiparli, per impattare il pallone e respingerlo, dovrebbero essere di fronte a loro: in tal modo avrebbero adeguata percezione dello spazio, delle distanze, della palla, dell’avversario. Potrebbero marcarlo stretto, impedendo o di saltare o comunque di raggiungere la traiettoria.

La linea difensiva della Spal vede Krunic, Bonifazi, Petagna, Missiroli, Felipe... Tutti a fianco, tra loro e con gli avversari. Il pallone sorvola gli spallini, nessuno contrasta gli juventini, Felipe scivola o comunque va a terra, Ronaldo è solo e mette in rete, di sinistro. Ronaldo. Il miglior realizzatore al mondo. Come si fa a lasciargli fare ciò che fa?

correttivi

Ed il gol di Immobile a Roma? Dal corner, Missiroli ha l’attaccante laziale alle proprie spalle, salta - fuori tempo - dandogli la schiena, non lo vede e nemmeno gli è vicino, a contatto.

Ed il colpo di testa vincente del cagliaritano Pavoletti? Corner da destra, traiettoria a rientrare, lui va ad impattare in maniera ideale e corretta, anche qui gli spallini gli sono semplicemente a fianco, non lo marcano, non lo sbilanciano, non sono posizionati per anticipare, intercettare, respingere.

Non servono chissà quali alchimie. Basta tornare ai sani vecchi princìpi della posizione e della marcatura. Altrimenti si rischia di prendere troppi gol. E, di conseguenza, di perdere troppi punti. —



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