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Ordine e identità non bastano Mancati ritmo e aggressività

P.N.
Ordine e identità non bastano Mancati ritmo e aggressività

A Torino contro la Juventus la squadra ha fatto una figura dignitosa Ma non ha espresso quel furore che deve avere chi lotta per non retrocedere 

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ferrara. Dignitosa. Senza ombra di dubbio. La Spal sabato a Torino contro la Juventus non ha rinunciato al gioco, non è venuta meno ai propri concetti. Ha cercato di manovrare, di uscire palla al piede. Presupposti lodevoli, che però - al di là della siderale differenza di valori - non sono sfociati in alcunchè di concreto. Per diversi motivi.

prevedibilità

La proposta di gioco spallina praticamente non ha creato pericoli per la Juventus. Scambi troppo lenti e troppo ripetuti per poter trovare spazi nella difesa bianconera. A fine primo tempo la squadra di mister Semplici vedeva le statistiche assegnarle un maggior possesso palla (il 51%), ma si trattava di un dato sostanzialmente fine a se stesso. Manovra eccessivamente prevedibile, di conseguenza non sfruttata la superiorità numerica in mezzo al campo. L’abituale valvola di sfogo del gioco spallino, le iniziative di Lazzari a destra, non ha trovato attuazione perchè la Juventus non ha concesso metri al laterale biancazzurro: Alex Sandro si è preoccupato essenzialmente di difendere, e non si è mai fatto scavalcare dallo spallino. Mentre in fase offensiva Douglas Costa e Cuadrado, che si sono ripetutamente scambiati la posizione, rappresentavano un pericolo costante, obbligando Lazzari a stare sulle sue anche per cercare di aiutare il centrale più vicino.

La Spal non ha trovato alternative, ha prodotto poco. Avrebbe potuto strappare un risultato, un pareggio, solo se non avesse commesso errori in difesa. Cosa che non è accaduta: nelle ultime 9 partite i biancazzurri hanno subìto gol (ben 20 in totale) in 8 di queste gare.

Dunque, l’ordinata prestazione spallina alla fine è stata qualcosa di meramente accademico. E, soprattutto, la squadra biancazzurra non ha espresso quelle doti che chi lotta per non retrocedere dovrebbe sempre esprimere, soprattutto al cospetto di un avversario di ben altra e ben alta caratura: l’aggressività, il ritmo, la massima determinazione, il furore agonistico. Non si è vista questa pressione, questa marcatura, sugli juventini. Che quando hanno accelerato hanno dato vita ad un contrasto stridente con il passo degli spallini.

più rabbia

Contro l’Atalanta, contro l’Inter, la Spal aveva espresso sacro fuoco. Al cospetto della Juve è andata diversamente. E la continua ricerca del fraseggio ha anche finito per far perdere le distanze, allungare un po’ la squadra, concedere ampi varchi in cui la diversa e nettamente superiore potenza, rapidità e velocità dei bianconeri è andata a nozze.

Il gioco, la fedeltà alla propria filosofia, un’idea propositiva, sono qualcosa di apprezzabile, il filo conduttore delle ultime stagioni. Ma non si possono dare spazi, alle proprie spalle, alla Juventus. A volte può essere utile usare anche la clava (in senso metaforico), essere concreti. adattarsi alle esigenze del singolo match e , in generale, della lotta per la salvezza. —

P.N.

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