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Cori di discriminazione D’ora in poi partite sospese

Cori di discriminazione D’ora in poi partite sospese

roma. Dopo i casi di Udine e Torino sui cori di discriminazione (razziale e territoriale), il mondo del calcio fa quadrato e dal consiglio federale arriva l’indicazione del presidente della Figc,...

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roma. Dopo i casi di Udine e Torino sui cori di discriminazione (razziale e territoriale), il mondo del calcio fa quadrato e dal consiglio federale arriva l’indicazione del presidente della Figc, Gabriele Gravina: si applicherà il regolamento che prevede lo stop delle partite.

«Ne ho parlato con il presidente dell’Aia Nicchi e il designatore di A, Rizzoli, invitandoli all’applicazione rigida del protocollo previsto». Una norma che esiste dal 2013, quando a essere pesantemente preso di mira fu l’allora milanista Boateng in un’amichevole.

«Le norme sono chiare» ha ricordato Gravina. E prevedono una serie di annunci dello speaker a tutto lo stadio: «C’è il primo annuncio – spiega il capo del calcio italiano – nel secondo si riuniscono le squadre a centrocampo. Se si continua (con i cori; ndr) si va nello spogliatoio e poi si annuncia che la partita è stata sospesa». Norma che però non ha mai portato a una sospensione di una partita: «Noi denunciamo – ha specificato Gravina – ma poi non è facile far uscire migliaia di persone dallo stadio. Dopo la sospensione poi il problema è del funzionario di pubblica sicurezza». —

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