Il ritorno ruggente di T-Rod Bergamo scopre un altro Roderick
la storiaLa racconta così. «Avevo chiesto alla società di poter tornare a casa per qualche giorno avendo problemi familiari. Mi dissero di no. Considerato che la stagione era quasi alla fine e la...
la storia
La racconta così. «Avevo chiesto alla società di poter tornare a casa per qualche giorno avendo problemi familiari. Mi dissero di no. Considerato che la stagione era quasi alla fine e la squadra salva, me ne sono andato ugualmente». Senza mai più ritornare. È Terrence Roderick che sintetizza pro domo sua la fine dell’avventura con la Bondi datata stagione 2016/17. Ricorderete: annata travagliata tra mattane ed espulsioni, una vita diciamo sopra le righe. L’esonero di coach Trullo, l’assenza di Bowers contro Trieste in quanto neo papà. Insomma, uno zibaldone. E di T-Rod s’erano perse le tracce cestistiche. Peraltro se ne andò con Ferrara tutt’altro che in sicurezza.
Da ieri Roderick è sul palcoscenico più luccicante dell’A2: girone Ovest. È stato fermo un anno («dovevo stare vicino alle mie figlie»), la scorsa estate Bergamo ha scelto la strada dell’avventura: l’ha richiamato alle armi. E Terrence ha accettato. Diventando, in questa prima fase di stagione, il giocatore che probabilmente ha sempre e solo promesso di essere ma mai concretamente dimostrandolo: un leader. Un uomo squadra. Financo uno saggio. Se durerà è scritto nel grembo di Giove, intanto gli orobici se lo godono: domenica a Trapani 40 punti.
L’anima inquieta, che stenta a reggere i binari della disciplina, sembra un altro. Allo suonare della campana dei trent’anni meno tecnici e più tecnica. Forse conta anche l’amministrazione di Sandro dell’Agnello, gladiatorio ex cestista che aveva già allenato T-Rod a Forlì nel 2012/2013. «Quando mi ha chiamato - ricorda Roderick - ho subito detto sì». Stanco di caracollare per casa negli States, Terrence s’è tolto la ruggine ed è tornato in Europa. La sua priva volta nel 2009 in Austria, poi tanta Italia: Rimini, Cremona, Forlì e Ferrara. Una redenzione, dopo la resurrezione giovanile: aveva lasciato college e basketball per lavorare in fabbrica («avevo una figlia da mantenere»). Giocare col pallone e un cesto è molto meglio. Attualmente è il 5º bomber del torneo con 20.2 (a Ferrara era a quota 16.5) ed il 3º rimbalzista. Bergamo è seconda alle spalle della Virtus Roma. Lo scugnizzo ridacchia. —
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