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Due ex ragazzi delle squadre che allenava, il pm Nicola Proto e l’avvocato Claudio Maruzzi: con lui non potevi tirarti indietro 

«Coinvolgeva con entusiasmo E creava forti legami di amicizia»

Daniele Predieri

gli aneddotiSono due dei suoi ex ragazzi, ex giocatori della squadra provinciale legali e della Nazionale Forense. E dal loro ricordo esce la grandissimo umanità di Valentino Galeotti: «Come si fa a...

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gli aneddoti

Sono due dei suoi ex ragazzi, ex giocatori della squadra provinciale legali e della Nazionale Forense. E dal loro ricordo esce la grandissimo umanità di Valentino Galeotti: «Come si fa a non averne un bellissimo ricordo, un ricordo affettuosissimo, mi dispiace molto, ho giocato con lui nella nazionale legali prima che in quella dei Magistrati: quello che posso dire, che era l’anima del campionato italiano forense, che aveva inventato lui. Coinvolgeva sia magistrati che avvocati e riusciva diffondere una cultura di amicizia e legami, questo era Valentino Galeotti, un grande appassionato che aveva intessuto rapporti con tutti a livello nazionale, era universalmente noto, sì ne ho un ricordo affettuosissimo, ci sarò ai suoi funerali».

L’ex ragazzo di Galeotti, Proto, non era il solo tra i magistrati a solcare i campi per Galeotti: con lui anche i magistrati ferraresi Filippo Di Benedetto, Domenico Stigliano. E tanti tantissimi avvocati, di diverse generazioni. Uno di loro, Claudio Maruzzi, è stato uno dei ragazzi di Galeotti negli anni 80, «per diversi anni». Maruzzi non sapeva della scomparsa di Valentino, e ripete «no, non ci voleva, perchè è stato un grande, di grande umanità, grande entusiasmo. Aveva inventato il campionato forense e partecipò a tornei anche internazionali». Lo ricorda eccome, Maruzzi, quando raccontava della Nazionale legali che andò a giocare al Maracanà. «Ciò che più mi piace ricordare è l’entusiasmo che ci dava: quando andavamo a giocare a Firenze, Ravenna, Coverciano, non ci si poteva tirare indietro, gli dicevi “mi sono rotto una gamba, non posso” e lui rispondeva “ma che è una gamba!”. Una volta fece giocare uno di noi, fondamentale per la partita con un braccio rotto: lo portò da un fisioterapista, gli fasciò e preparò il braccio e riuscì a giocare la partita».

Di partite ne hanno giocate tante, gli avvocati ferraresi, di tante generazioni, con Galeotti alla guida. E non solo: «Chiamava anche fuori quota, ex giocatori e molti venivano per il piacere di giocare per lui». L’amore per il calcio, e gli impegni, li aveva divisi con l’attività forense di avvocato civilista. Ma restava «un grande organizzatore, allenatore, giocatore e motivatore. Mancherà a tanti il suo entusiasmo». —

Daniele Predieri

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