«La salvezza non ci basta Il Fedia adesso punta a conquistare i playoff»
L’INTERVISTAIl match vittorioso con le Donne Etrusche ha riportato il Fedia – attualmente secondo in classifica nel girone 2 della serie A – a tiro della Capitolina capolista, che deve ancora...
L’INTERVISTA
Il match vittorioso con le Donne Etrusche ha riportato il Fedia – attualmente secondo in classifica nel girone 2 della serie A – a tiro della Capitolina capolista, che deve ancora affrontare, nell’ordine, Bologna e Ferrara, con lo scontro diretto da effettuarsi a metà dicembre. Un piazzamento, quello delle succine, che, se confermato a fine stagione, potrebbe aprire scenari lusinghieri. La formula, infatti, prevede che le prime due classificate di ciascun girone accedano direttamente al turno di semifinale scudetto del 26 maggio, mentre seconda e terza classificata di ciascun girone prenderanno parte il 19 maggio a un turno di barrage incrociato, che qualificherà le altre due semifinaliste. Ipotizzare un Cus in lizza per un posto in semifinale scudetto è un quadro forse nemmeno sognato a inizio stagione, ma è frutto di un bel lavoro fatto nelle ultime due annate, con il meglio che, forse, deve ancora arrivare. Misuriamo la febbre cussina assieme al capitano Maria Chiara Benini.
Vi aspettavate una stagione così?
«Forse ci speravamo. Abbiamo lavorato tanto, che pensiamo di meritarcela. Le vittorie, poi, ci danno sempre più convinzione nei nostri mezzi. Così, abbiamo modificato i nostri obiettivi: se prima ci bastava arrivare nelle prime 5 per restare nella futura serie A, adesso vogliamo stare nelle prime tre per andare ai playoff scudetto».
Com’è il clima in un gruppo così composito?
«La sinergia Ferrara-Badia è stata ottima fin da subito. Dirigenza, tecnici e giocatrici pensano alla stessa maniera e questo si vede in campo. Non parlerei più di due società, ma di un’unica realtà con la stessa voglia di fare».
Cos’è cambiato?
«Contrariamente a esperienze diverse in passato, il gruppo si è integrato alla perfezione. Ci sono under 16 e trentenni che in campo parlano la stessa lingua e la differenza non si nota. È cambiata anche la nostra testa, la voglia di fare. Abbiamo smesso di nasconderci dietro banali scuse; abbiamo fiducia in noi stesse e vogliamo far vedere quel che valiamo».
Con l’arrivo dell’inglese Porter e il rientro di Castaldini dall’infortunio cosa ci si può aspettare?
«Hettie è ancora un “oggetto” sconosciuto, ma se manterrà le premesse, sarà d’aiuto. Giulia è fondamentale, è un esempio dentro e fuori dal campo; giocatrice esperta, è in grado di ricoprire tutti i ruoli del pack e ovunque giochi dà solidità». —
Dario Cavaliere
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
