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Spal-Empoli per Pezzato «Vale molto»

Paolo Negri
Spal-Empoli per Pezzato «Vale molto»

Sfida antica ma sabato si giocherà per la prima volta in A Il grande doppio ex: i biancazzurri non devono aver paura

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Spal-Empoli, incroci pericolosi. O nemmeno tanto. Dipende dalle epoche.

i precedenti

Il primo confronto risale al 1939, in serie C. Il fatto è che al tempo la Spal non si chiamava Spal, e l’Empoli aveva a sua volta altra denominazione: il confronto, da almanacchi, era tra A.C. Ferrara e Gambacciani: finì 7-3 per i bianconeri, perchè anche il biancazzurro era andato tra parentesi. Poi la storia racconta di tre anni di match in serie B, tra il ’46/47 ed il 49/50, con tre vittorie spalline su tre (due volte 3-0, oltre ad un 1-0). Dopo, le due squadre si sarebbero ritrovate solo dal 1969. Caduta spallina in C, stagioni amare fino all’anno di grazia caciagliano 1972/42, con trionfale riapprodo in cadetteria.

il segno di spalletti

Stesso copione nel 77/78. Poi, ruoli invertiti, con l’Empoli a fare ciò che fu la Spal di Mazza. Scalata fino alla serie A e tra discese e risalite (relativamente ardite), destini diversi. Nel 91/92 lo Spallettone, quello che adesso allena l’Inter, in maglia empolese gelò un “Mazza” stracolmo, ma la Spal rimediò e di fatto timbrò il pass per la serie B. Peccato che sia durata poco, pochissimo. A metà anni ’90 l’Empoli tornò per la seconda volta in A. Un po’ di ascensore, ok, ma nulla di male al confronto delle peripezie spalline. I nuovi capitoli biancazzurri sono recenti, sabato biancazzurri e toscani si affronteranno per la prima volta nella massima categoria.

parla il volpino

La storia racconta di tanti giocatori con le due maglie, da quelli da leggenda (Pandolfini, Nando Donati, Zamuner) a quelli che alle nostre latitudini non vengono ricordati con piacere (Malerba, Novellino II, Pandullo...). Ideale ponte, un grandissimo: Franco Pezzato. Il bomber spallino per antonomasia (ma anche empolese per due stagioni). Ieri, il mitico ed eterno Volpino ha spazzato via con decisione tute le gare di una volta, quelle in cui pure ha lasciato il segno: «Contano nulla. Altri tempi, altro calcio, altre categorie. Quella C e questa A non sono paragonabili. Oggi è tutto diverso. Meglio contestualizzare. Pensiamo a Spal-Empoli di sabato».

La Spal non vince in casa dal 17 settembre. E, complessivamente, nelle ultime 9 gare di campionato ne ha gioito solo una volta. Morale: l’Empoli rivitalizzato da Iachini adesso è lì, appena a -1. Paura? «Ma quale paura! Vorrà dire che si tornerà a vincere sabato - tuona Pezzato -. I numeri sono fatti anche per questo, per essere smentiti, per invertire la tendenza. Fidatevi di me: la Spal sta giocando un buon calcio, però mica si poteva pensare che facesse risultato a Torino contro la Juventus. Adesso la musica cambia».

tutti uniti

Pezzato approfondisce i concetti: «Con l’Empoli diventa molto importante. Ma la classifica non è poi così brutta, l’anno scorso era peggiore. Io credo che i risultati eccezionali in avvio di questo campionato abbiano indotto tutti a volare un po’ troppo in alto. Sì, la Spal è più forte rispetto alla passata stagione, però resta tra le cinque o sei squadre che devono lottare per non retrocedere. Per arrivare al traguardo bisogna lottare, fino al termine. Anche perchè in A ti puniscono al minimo errore, la qualità è eccelsa. Prendete Icardi: contro la Spal ha toccato due palloni ed ha segnato altrettanti gol, decisivi».

significato

Pensierino della sera: «La Spal deve stare attenta, ma guai farsi prendere dall’ansia a causa delle ultime sconfitte. Piedi per terra, però la squadra è di buona grana e Semplici la fa giocare bene. L’importante è che tutto l’ambiente remi nella stessa direzione. Concludo: ribadisco che la classifica non è allarmante, al tempo stesso è innegabile che la partita di sabato significhi parecchio. Confido nella spinta del pubblico, sempre magnifico. Sabato vinceremo».

Senso di appartenenza spallino: «Sempre. Quando torno lì è come trovarmi a casa. L’anno scorso sono venuto a vedere tre partite: tutte vittorie. Presto mi vedrete al “Mazza”».

Ecco, nell’attesa si confida nei fluidi a distanza di Pezzato. Anche quelli, chissà, potranno contare. —



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